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eolico Campania

Eolico, dopo i recenti attacchi in Sicilia, problemi anche in Campania, dove la Regione ha approvato la mozione di Vincenzo Viglione del M5S, che impegna la Giunta ad approvare un nuovo Piano energetico ambientale regionale (Pear), ma che prevede nel frattempo la sospensione delle procedure di autorizzazione degli impianti eolici nelle province di Avellino e Benevento.

Il provvedimento, pur puntando all’approvazione di un piano energetico definitivo, potrebbe risultare lesivo per tutte aziende che hanno già investito capitali e che rischiano di vedere sospesi i loro progetti, con ripercussioni non trascurabili anche per i lavoratori.

Punto forse ancora più oscuro è la richiesta di vigilare sulla corresponsione delle royalty da parte delle aziende produttrici di energia eolica ai Comuni dove ricadono gli impianti, visto che una recente sentenza del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche ha giudicato nulle le clausole che riconoscono royalties ai Comuni per impianti a rinnovabili.

La mozione impianti eolici recentemente approvata dal Consiglio Regionale della Campania è dunque un serio rischio per il settore eolico sul territorio?

Ecco cosa ne pensano autorità e associazioni di categoria.

Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania:

Condivido profondamente il contenuto della mozione e che dobbiamo fare tesoro anche del lavoro svolto negli anni passati per l’approvazione del Piano energetico regionale […] C’è il problema ambientale e di tutela del paesaggio, ma utilizziamo questa circostanza per introdurre elementi di premialità legati all’innovazione tecnologica in relazione alla dimensione e alla sostenibilità degli impianti.

Sono d’accordo con la mozione ma propongo una modifica anche mettendomi nei panni dei dirigenti regionali che hanno in corso gli iter amministrativi e sui quali ricade la responsabilità.

Vincenzo Viglione, consigliere regionale proponente la mozione:

Abbiamo il dovere di tutelare i nostri territori, di preservare la salute degli abitanti e di dare opportunità di sviluppo a chi opera nei settori dell’agricoltura e del turismo e far cessare il business dei grandi gruppi che stanno aggredendo la Campania e dietro ai quali spesso di annida la criminalità.

Simone Togni, Presidente Associazione Nazionale Energia del Vento:

Tale mozione risulta particolarmente penalizzante laddove prevede la sospensione anche delle procedure in corso di autorizzazione degli impianti eolici, portati avanti da aziende che hanno già investito capitali e che vedrebbero così distrutta ogni possibilità di riuscita dei progetti, con conseguenze tragiche sulle aziende stesse e sui lavoratori.

La Giunta e il Consiglio della Regione Campania non devono cadere in provocazioni come questa e nell’illusione che gli organi regionali possano legiferare in aperto contrasto con le leggi e con la giurisprudenza.

Agostino Re Rebaudengo, Presidente di asso Rinnovabili:

Non è passato neanche un mese dalla notizia della moratoria contro l’eolico avviata dalla Sicilia – e da noi fortemente contrastata – che la Regione Campania usa lo stesso strumento per bloccare la costruzione di impianti eolici.

Succede nelle province di Benevento e Avellino, dove il Consiglio Regionale ha votato una mozione (n. prot. 0001890/I, presentata dal consigliere regionale Vincenzo Viglione in data 3/2/2016), mediante la quale si intende impegnare la Giunta Regionale a redigere un nuovo Pear, prevedendo nel frattempo una sospensione delle procedure di autorizzazione degli impianti e bloccando ben 61 iniziative imprenditoriali già approvate o con Valutazione di Impatto Ambientale (Via) positiva.

assoRinnovabili, oltre a ribadire con forza l’illegittimità dello strumento della moratoria perché in contrasto con la disciplina sia nazionale sia europea in materia di fonti rinnovabili, segnala che la Regione Campania è scandalosamente e dolosamente senza Pear dal 2009.

Anziché cogliere l’opportunità di dotarsi di una seria e lungimirante programmazione energetica, all’interno della quale le rinnovabili possano trovare la miglior valorizzazione, la Regione spreca un’altra occasione, strumentalizzando la colpevole mancanza del Piano per bloccare la costruzione di nuovi impianti per la produzione di energia pulita che porterebbero: minori polveri sottili, sviluppo per la Regione e il Paese, crescita del Pil e, non meno importante ci pare, nuovi posti lavoro. Auspichiamo che il Governo e le Istituzioni che devono vigilare su una corretta amministrazione intervengano duramente per sanzionare questi gravi comportamenti.

Roberta De Carolis

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