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Riforma delle tariffe elettriche: inserite le norme per gli utenti industriali nel Decreto Mille-Proroghe, sul quale è stata chiesta la fiducia. Il provvedimento, da più parti considerato l’ennesimo attacco alle rinnovabili, segue dunque un iter di approvazione a dir poco “discutibile”.

É infatti piuttosto difficile definirlo “necessario e urgente” come è richiesto dalla nostra Costituzione per leggi da approvare sotto forma di decreto, e lascia piuttosto perplessi lo stesso inserimento nel Decreto Mille-Proroghe, visto che non è riferito a nessuna scadenza in arrivo.

Una manovra anticostituzionale per approvare in fretta, scavalcando il Parlamento, una norma dannosa per l’autoconsumo? Ecco cosa ne pensano le associazioni di categoria.

Paolo Rocco Viscontini, Presidente di ITALIA Solare:

Includere in un decreto legge sul quale verrà chiesta la fiducia scelte chiave di politica energetica per le quali non vi è alcuna necessità e urgenza, è una grave violazione delle prerogative del Parlamento e un assalto alla Costituzione, oltre che, nel merito, l’ennesima dimostrazione che il Governo Renzi si preoccupa solo ed esclusivamente degli interessi delle lobby dell’energia da fonte fossile continuando a penalizzare fonti rinnovabili, fotovoltaico in primis, ed efficienza energetica.

Edoardo Zanchini, Vicepresidente e Responsabile energia di Legambiente:

Quanto avvenuto con il Mille-Proroghe è non solo incostituzionale, ma soprattutto inaccettabile in un Paese civile. Nella più totale assenza di confronto o trasparenza si ridefiniscono le regole che riguardano le tariffe di tutti i soggetti non residenziali con conseguenze negative per i futuri investimenti nelle fonti rinnovabili e in efficienza.

La mano dell’Autorità per l’energia dietro l’emendamento è evidente, ma è gravissimo che il Governo non chiarisca quanto avvenuto e che Confindustria non abbia commentato quanto avvenuto, malgrado le conseguenze profondamente negative per il tessuto di piccole e medie imprese.

Inoltre si è intervenuti con un emendamento l’ultimo giorno alla Camera per poi mettere la fiducia in Senato, su un decreto come il Mille-Proroghe quando non si è in questo caso di fronte ad alcuna scadenza.

A questo punto possiamo augurarci che il Presidente Mattarella lo respinga o che qualche giudice, chiamato in causa dalle imprese delle rinnovabili, faccia saltare questa scelta sbagliata nel metodo e nel merito.

Autoconsumo milleproroghe

Francesco Ferrante, Responsabile energia di Green Italia:

I dubbi sull’incostituzionalità del provvedimento nascono dal fatto che é davvero difficile dimostrare che la riforma delle tariffe abbia quelle caratteristiche di “necessità e urgenza” richieste da Costituzione da un decreto. Inoltre quella norma non interviene su nessuna data “a scadenza”, quindi assai dubbio che avesse alcun senso inserirla nel Mille-Proroghe.

Ma purtroppo in questi anni delle regole si é fatto spesso strame. A parte poi la questione formale c'è quella di sostanza che forse é persino più grave. Anticipando infatti la riforma delle tariffe elettriche in senso regressivo si scoraggiano iniziative di efficienza nell’industria, si trasferiscono oneri e quindi bollette più care sulle famiglie e si rende non conveniente l’auto produzione e quindi é ennesima aggressione alle rinnovabili: un capolavoro!

A Parigi l’Italia firma accordi internazionali e in casa Governo e maggioranza che lo sostiene marciano ostinatamente in direzione opposta.

Roberta De Carolis

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