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Rinnovabili GSE

Rinnovabili: più di 570 mila impianti gestiti e 40 TWh di energia ritirata e collocata sul mercato per un ricavo di 2 miliardi di euro. L’Italia rinnovabile, con oltre il 17% dei consumi finali di energia coperti dalle fonti rinnovabili, ha già raggiunto gli obiettivi europei al 2020. Questo è quello che emerge dall’ultimo Rapporto GSE.

Tuttavia una serie di interventi del Governo non possono di certo dirsi pro-rinnovabili: Spalma incentivi, prezzi minimi garantiti, IMU, Robin Hood Tax sono solo alcuni provvedimenti anti fotovoltaico, a cui si associano anche altre norme anti-eolico e ritardi su treni potenzialmente utili come il biometano

Analizzando dunque la situazione legislativa e in generale la politica energetica del nostro Paese, potevamo attenderci ben altri numeri. Il settore delle rinnovabili dunque cresce nonostante i disincentivi? L’abbiamo chiesto alle associazioni di categoria.

Agostino Re Rebaudengo, Presidente di asso Rinnovabili:

L’Italia ha fatto enormi passi avanti nel settore delle rinnovabili, per una volta non sfiguriamo nei confronti degli altri Paesi europei. Tuttavia negli ultimi due anni vi è stato un brusco rallentamento delle installazioni e il settore è stato penalizzato da modifiche fiscali, normative e regolatorie, generalmente retroattive, che hanno comportato, tra l’altro, una drastica contrazione dei nuovi investimenti.

Azioni incredibili verso un settore che finora ha portato grandi benefici in termini occupazionali e ambientali, e che ha permesso una significativa riduzione delle emissione di anidride carbonica e delle polveri sottili (PM10), senza dimenticare la cresciuta indipendenza energetica del nostro Paese.

Purtroppo manca una visione realistica dei vantaggi e della necessità di sviluppare le energie rinnovabili e la generazione distribuita. Con riguardo ai rapporti tra la P.A. e gli impianti di energia pulita, sono ancora molteplici i casi in cui la mancanza di informazione/formazione/volontà politica ostacola le rinnovabili, ad esempio con rallentamenti o blocchi ingiustificati nelle procedure autorizzative, come nei recenti casi di Sicilia e Campania per l’eolico.

Rinnovabili GSE3

Simone Togni, Presidente Associazione Nazionale Energia del Vento:

È necessario chiarire che gli obiettivi europei al 2020 sono stati solo parzialmente raggiunti e che la riduzione delle emissioni di anidride carbonica è riconducibile al crollo dei consumi verificatosi negli ultimi anni di crisi economica.

L’obiettivo di incremento della FER (fonte energia rinnovabile, N.d.R.), pari al 17% sui consumi lordi di energia, non è stato raggiunto per il settore eolico che dovrà attestarsi a quota 12,68 GW al 2020. Tale livello secondo le stime attuali, fondate sull’analisi del contesto normativo nazionale, non si riuscirà nemmeno a sfiorare.

A fronte di ciò, va detto che non si può ragionare sui target come se l’obiettivo che abbiamo raggiunto oggi fosse “bloccato”, ma è necessario al contrario intervenire per mantenere ed ottimizzare quanto fatto.

Per quanto riguarda il settore eolico, il provvedimento che avrebbe dovuto definire i contingenti per il biennio 2015 – 2016 non è stato ancora emanato, pertanto i soli 250 MW installati nel 2015 derivano da progetti realizzati con le aste 2013 – 2014. Il 2016 molto probabilmente si chiuderà con 0 MW installati (!!!). È evidente quindi che non si possa parlare di una crescita del settore, quanto invece di una fase di stallo.

Il settore, per continuare a produrre i propri benefici economici e ambientali, ha bisogno di ricevere il giusto sostegno, con provvedimenti adeguati. Fondamentale in questa fase sarebbe la regolamentazione del rinnovamento eolico, ovvero la possibilità di efficientare degli impianti eolici con macchine di nuova tecnologia maggiormente performanti, come avviene negli altri Paesi europei. In questo modo con uno sforzo minimo si riuscirebbero a traguardare e mantenere i target al 2020 (12,68 GW) e al 2030 (16,8 GW).

Vanno poi tenuti in considerazione obiettivi di più largo respiro temporale. Il Presidente Renzi alla Cop21 di Parigi ha prospettato obiettivi ambiziosi per l’Italia innanzi al consesso internazionale, auspicando addirittura un limite di innalzamento delle temperature inferiore ai 2 gradi.

L’Italia deve prestare fede alle promesse fatte a Parigi e per mantenerle dovrà adottare provvedimenti incisivi a sostegno dell’eolico e delle rinnovabili, perché di questo passo e con l’attuale quadro normativo ogni buon proposito si tradurrà in fallimento.

Rinnovabili GSE1

Paolo Rocco Viscontini, Presidente ITALIA Solare:

Negli anni passati in Italia è stato fatto molto sul fronte produzione energia da fonti rinnovabili. Ciò principalmente grazie ad un sistema incentivante che, con pregi e difetti, ha permesso ad aziende, investitori ed utilizzatori finali di portare a termine importanti progetti. Solo per il fotovoltaico a fine 2015 contiamo quasi 19 GWp di potenza installata: un patrimonio che ora rischia di essere inficiato da una politica energetica e industriale medievale.

Politica che, aldilà del raggiungimento degli obiettivi europei, non è in grado di supportare le centinaia di migliaia di professionisti ed aziende che operano nel settore delle rinnovabili.

Rinnovabili GSE2

Giorgio Ruffini, Presidente Azione Energia Solare:

Il settore fotovoltaico in Italia, ha subito pesantissimi contraccolpi, a causa delle politiche attuate dagli ultimi governi che, direttamente o indirettamente, hanno ostacolato la capillare diffusione delle energie rinnovabili, nel periodo di transizione del post Conto Energia.

Fortunatamente il mercato mondiale ha decretato un’enorme riduzione dei costi dei componenti, in particolare, per quanto concerne il fotovoltaico e questa riduzione, consente oggi di realizzare impianti, in grado di soddisfare le esigenze elettriche di una famiglia media italiana, con poche migliaia di Euro.

Le nuove soluzioni di accumulo e di risparmio energetico, associate all’impianto di produzione, stanno facendo ripartire il mercato, con valori molto inferiori a quelli del periodo precedente, ma si tratta stavolta di un mercato vero, non drogato da tariffe incentivanti e dalla presenza di investitori spesso troppo spregiudicati.

Purtroppo il nuovo regolamento nel calcolo delle tariffe elettriche, aggiunge nuove difficoltà a questo mercato in fase di rinascita, ed è molto difficile non vedere una precisa intenzione di favorire, per l’ennesima volta, i produttori di energia da fonti fossili, da parte del Governo Renzi. AES Azione Energia Solare si batterà, con tutte le proprie forze, per contrastare questa volontà di governo che pone l’interesse di pochi in posizione preminente rispetto all’interesse di tutti gli italiani.

Roberta De Carolis

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