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Tesla, al via la vendita diretta di Powerwall 2, il sistema di accumulo domestico utile al fotovoltaico e alla ricarica dei veicoli elettrici. Nessun intermediario,  nessun distributore. I clienti potranno acquistare direttamente dal sito

L’azienda di Elon Musk è da tempo entrata nel mercato delle batterie, tanto da essere il motore di Gigafactory, l’enorme fabbrica di batterie al litio Usa che nel 2018 sarà a pieno regime e che promette di far crollare i costi delle batterie, sistema particolarmente critico per la diffusione delle energie rinnovabili.

Ma quali potrebbero essere le conseguenze di una strategia di vendita così aggressiva per il fotovoltaico e le auto elettriche? L’abbiamo chiesto alle associazioni di categoria.

Auto elettriche

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Pietro Menga, Presidente Commissione Italiana Veicoli Elettrici a Batteria, Ibridi e a Celle a combustibile (CIVES):

Per quanto riguarda i veicoli elettrici, innanzitutto si vede chiaramente come i soggetti che si muovono per la mobilità pulita e che ovviamente partono dal tema batteria, il cuore del veicolo elettrico, sono tutti soggetti che non vengono dal mondo dell’automobile. E sono tutti soggetti che credono nella mobilità elettrica e che per questo fanno grossi investimenti.  Quindi Tesla, ma anche chi non si occupa affatto dello sviluppo dell’automobile, come per esempio Google.

Si osserva quindi la nascita di soggetti nuovi che credono nella mobilità elettrica, soggetti che dispongono di grandi capitali. Google e Tesla, d’altronde, hanno notevoli liquidità da investire, e cercano nuovi sbocchi.

Questa straordinaria iniziativa di Tesla, la Gigafactory è in grado di soddisfare una produzione immensa di batterie per auto elettriche e altre applicazioni. Questo significherà poter abbassare di molto i costi delle batterie stesse.

Oggi siamo sui 400 dollari per kWatt/h, ma le stime indicano che con questo gigantesco aumento di produzione si possa arrivare anche a 120-130 dollari per kWatt/h, il che vorrà dire rendere molto più economiche le batterie delle auto elettriche, soprattutto se poi queste batterie verranno usate anche per altre applicazioni, come il fotovoltaico. Si potrebbe veramente arrivare allo schema delle smart grid.

Questo nuovo prodotto di Tesla è un po’ “rompere il ghiaccio”, entrare veramente nel mercato delle smart grid, rivolgendosi direttamente agli utilizzatori finali. Anche in questo caso è un soggetto nuovo che ha fatto un investimento importante molto prima di soggetti che ci potevamo aspettare sarebbero stati i primi, già nel mondo consumer.

Insomma soggetti nuovi stanno emergendo, e sono molto più veloci e propositivi del mondo tradizionale, più timido e bisognoso di ammortizzare investimenti precedenti. Tesla appartiene a questa nuova famiglia di imprenditoria che guarda di più al futuro. Questo è quello che mi colpisce di più: la velocità e l’aggressività rispetto al mondo tradizionale.

Ciro Acampora, Presidente Associazione nazionale veicoli elettrici (ANVEL):

Finalmente un modo di vivere elettrico a 360 gradi. Tesla si avvia ad immettere sul mercato, senza intermediari, il Powerpack di seconda generazione, un sistema di accumulo che permette di integrare l’uso degli impianti fotovoltaici alla gestione energetica di casa ed alla ricarica dei veicoli elettrici.

La casa americana ha una filosofia di base. L’energia prodotta deve essere “pulita” e questa energia pulita deve muovere i suoi veicoli. Di certo la recente presa di posizione del Presidente Trump, con lo stanziamento di risorse finanziarie per la costruzione di oleodotti in USA, non aiuta in questa direzione, ma Elon Musk rilancia con nuovi sistemi di accumulo e procede spedito con la costruzione della Gigafactory.

La transizione ad un mondo di energie sostenibili è iniziata.

Fotovoltaico

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Giorgio Ruffini, Presidente Azione Energia Solare:

La vendita diretta dei prodotti sta diventando, ogni giorno di più una modalità commerciale diffusa e con la quale chiunque dovrà fare i conti. L’inizio è stato timido, avvenuto con libri, componenti ed apparati elettronici e altri piccoli articoli, ma ormai abbraccia qualunque tipo di prodotto ed è inevitabile che coinvolga anche il fotovoltaico ed i sistemi di accumulo.

Una volta accettato il metodo, è inevitabile che si assisterà ad un accentramento delle strutture di vendita, presso i produttori delle merci, che utilizzeranno le attuali organizzazioni solo per compiti logistici.

Si tratta di una semplificazione della rete distributiva che, in parte, consentirà una diminuzione dei costi con ricadute positive per il fotovoltaico, settore nel quale i prezzi sono ancora determinanti per l’entità dello sviluppo. Ovviamente questo sconvolgerà le attuali abitudini consolidate della piramide produttore, distributori, rivenditori, agenti, magazzini ecc.

Queste strutture sono destinate a sparire, nella veste per la quale oggi le conosciamo, ed assumere funzioni diverse in quanto, se da una parte non servirà avere tanti piccoli depositi distribuiti, spesso causa di vendita di prodotti obsoleti, aumenterà l’esigenza di reti coordinate di assistenza e di promozione commerciale, finalizzate a fare informazione tecnica e convogliare gli ordini al vertice della piramide.

Il fotovoltaico, settore nel quale innovazione e tecnologia corrono velocemente, non potrà che trarre beneficio dall’accorciarsi della filiera, e questo avrà ripercussioni positive per il cliente finale, ma rappresenterà una nuova difficoltà per tutto il tessuto commerciale ora presente, che dovrà sobbarcarsi l’onere di una nuova e difficile transizione.

Roberta De Carolis

Foto di copertina: Tesla 

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