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eolico italia iii

5 febbraio: in Europa il 10,8% della domanda di energia è soddisfatta dalla fonte eolica. E l’Italia si attesta al terzo posto in termini di produzione (116 GWh), coprendo il 18% dei consumi. Lo comunica WindEurope, Associazione europea energia eolica.

Il nostro Paese conferma dunque buona ventosità e possibilità concreta di sfruttare questa fonte di energia per affrancarsi, almeno in parte, dalle fonti fossili. Nonostante questo, l’Italia non brilla di certo per incentivi nel settore.

Molto frequenti infatti i ritardi sui provvedimenti ad hoc, come il decreto ministeriale fonti di energia rinnovabili non fotovoltaiche, che avrebbe dovuto essere emanato entro dicembre 2014 ma è arrivato solo a giugno 2016), e non così rari interventi a dir poco discutibili.

L’energia eolica cresce dunque nonostante i continui attacchi? L’abbiamo chiesto alle associazioni di categoria.

Agostino Re Rebaudengo, Presidente di assoRinnovabili:

L’attivazione del nuovo portale WindEurope permette finalmente un monitoraggio costante e quotidiano della produzione di energia eolica in Europa. L’analisi dei dati attesta l’Italia come uno dei principali mercati eolici europei, con una produzione complessiva annua di circa 17,5 TWh. Tuttavia, gli stessi numeri ci dicono anche come il nostro Paese stia annualmente perdendo terreno rispetto ad altri Stati.

Negli ultimi tre anni, in Italia sono stati installati 685 MW di nuova potenza eolica, pari a circa il 12% di quanto installato solo nell’ultimo anno in Germania e a poco più del 40% rispetto alla Francia.  

I numeri richiamati riflettono la criticità della situazione in cui versa oggi l’eolico italiano. assoRinnovabili ribadisce pertanto la necessità di intervenire con prontezza sia sul parco produttivo esistente, favorendo interventi di revamping, sia, più in generale, adottando una strategia di ampio respiro che permetta una piena transizione dalle fonti tradizionali a quelle rinnovabili. 

eolico italia iii 1

Simone Togni, Presidente Associazione nazionale energia del vento (Anev):

L’eolico in Italia ha visto un periodo di transizione negli ultimi due anni che gli ha fatto perdere terreno. Oggi dobbiamo recuperare la strada persa con un serio piano di sviluppo che consenta finalmente al Paese di sfruttare le significative potenzialità ancora disponibili. Oggi l’industria italiana dell’eolico ha dimostrato solidità e capacità di trasformarsi, dando risultati significativi in termini di efficienza e riduzione dei costi.

In questo percorso di trasformazione è stato fondamentale il ruolo dell’Anev, che ha garantito un percorso di crescita sana e robusta, che ha supportato le aziende serie e i progetti più meritevoli tanto che le ultime aste hanno visto esprimere dei valori degli incentivi di aggiudicazione addirittura al di sotto dei valori europei.

Di questo la politica deve fare tesoro per spingere su una tecnologia come quella eolica che oggi è competitiva a livello europeo, e può garantire all’Italia occupazione, industria e sviluppo nei prossimi decenni.

eolico italia iii 2

Edoardo Zanchini, Vicepresidente e Responsabile energia di Legambiente:

Ci voleva WindEurope per avere finalmente un attenzione positiva per l’eolico in Italia, In molti sono persino rimasti stupiti dai dati, perchè è un luogo comune duro a morire quello per cui in Italia la risorsa vento è limitata e comunque scarsamente produttiva.

Invece questi dati ci dicono che in Italia, come in Europa e come in tutto il Mondo, l’eolico è già un tassello fondamentale del sistema energetico, e sempre più lo diventerà con la continua crescita dell’efficienza degli impianti e la riduzione dei costi. Proprio i dati eccellenti di produzione di questi giorni invernali ci ricordano anche come si integri perfettamente con la produzione solare, proprio perché le due fonti di energia hanno i picchi in periodi diversi dell’anno.

Il problema è che, se qualcosa non cambia, questi numeri si andranno riducendo nei prossimi anni, perchè da un lato si riducono i nuovi impianti installati (siamo sotto i 300MW installati l’anno a fronte di 1000 fino a pochi anni fa), e dall’altro è difficilissimo sostituire gli impianti esistenti, con nuovi e più efficienti impianti.

Purtroppo in Italia il revamping degli impianti è sia scoraggiata come procedure, che vietata come accesso agli incentivi (una delle assurde conseguenze del Decreto Spalma Incentivi), quando si potrebbe produrre di più a parità di potenza e con costi più bassi.

L’augurio è che nella nuova Strategia energetica nazionale, che il Ministro Calenda si è impegnato a presentare in primavera, lo sviluppo dell’eolico e il superamento di questi problemi siano fissati come obiettivi prioritari.

Roberta De Carolis

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