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La legge parchi è in discussione nella Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, dove, proprio in questi giorni, sta avvenendo l’approvazione di alcuni emendamenti. Tra questi alcuni fanno molta paura, tra cui quello sulla governance. Le associazioni di categoria sono nuovamente insorte, dopo le proteste che ormai vanno avanti da molti mesi.

Il provvedimento è stato subito disapprovato da molte associazioni, ma anche dal mondo della cultura. I punti più duramente contestati sono la governance dei parchi, considerata scarsamente “di merito”, la gestione delle aree protette, il controllo della fauna, visto che anche i cacciatori (formati?) potranno abbattere gli animali, l’accesso dei cacciatori all’interno dei parchi e nelle aree contigue, e il meccanismo di finanziamento.

Salvo poche voci fuori dal coro, come Federparchi, per la quale il testo è migliorativo rispetto alla legge attualmente in vigore (394/91), e la Confederazione Italiana Agricoltori, che rileva un riconoscimento del ruolo dell’agricoltura di qualità nell’economia dei parchi, il provvedimento è fortemente e quasi unanimemente contestato.

Ma quali sono i rischi della sua approvazione? Ecco cosa ne pensano le associazioni e alcuni parlamentari, che chiedono la sospensione delle votazioni in Commissione Ambiente Camera.

CTS, Italia Nostra, LIPU, Marevivo, Mountain Wilderness, Pro Natura, SIGEA e WWF Italia:

Il quadro che si sta delineando con l’approvazione dei primi emendamenti in Commissione Ambiente della Camera, tra cui quello sulla governance dei parchi, è estremamente preoccupante. Gli emendamenti approvati ieri non hanno accettato d’inserire gli elementi qualitativi e di competenza specialistica per le nomine di chi andrà a dirigere e amministrare i più importanti Parchi italiani.

Si sta, quindi, concretizzando quello che temevamo: la scelta di affidare gli organi di gestione dei parchi in modo prevalente agli enti territoriali, che notoriamente sono troppo esposti ad interessi locali.

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Mirko Busto, deputato M5S in Commissione Ambiente:

Il Parlamento sta intervenendo su una legge importantissima in materia ambientale ed è importante che la riforma si faccia valutando con molta attenzione scelte che riguardano la tutela e la conservazione del nostro straordinario patrimonio di biodiversità

Già con i primi articoli approvati si sta delineando una “controriforma” di modesto valore, che rischia, ad esempio, di affidare gli organi di gestione dei parchi agli enti territoriali, con il rischio di sovrapporre pericolosamente i portatori d’interesse con i soggetti preposti alla tutela, svalutando ulteriormente la missione primaria di queste aree e mettendole in condizioni di ulteriore criticità.

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Patrizia Terzoni, deputata M5S:

Con questa riforma la metà dei membri del consiglio direttivo sarà nominato a livello locale e saranno loro a nominare il direttore del parco. Al netto della presentazione dei curricula si capisce bene come l’influenza politica sarà forte. Ed è quello che denunciano anche le associazioni.

Si tratta di organi che devono tra le altre cose redigere il piano del parco che è lo strumento su cui si basa tutta la gestione e che può contenere deroghe su temi importanti come il controllo faunistico. Non possiamo politicizzare un ente pubblico così importante.

Roberta De Carolis

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