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L’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, è stato commissariato il 3 marzo. Nonostante il Ministro dell’Ambiente Galletti fosse stato allertato sull’imminente scadenza dei mandati dei vertici, è arrivata la nomina di Commissario Straordinario per sei mesi, nel caso specifico il Presidente uscente Bernardo De Bernardinis.

L’ente svolge ricerca e monitoraggio in campo ambientale e per questo rappresenta un punto fermo in Italia per il territorio. Il commissariamento potrebbe rappresentare un indebolimento politico e riflettersi in problemi futuri per la protezione dell’ambiente, soprattutto tenendo conto delle sfide europee che l’Italia è tenuta a mantenere.

Solo per citare alcuni esempi di intervento dell’Ispra, ricordiamo l’impegno nei confronti del problema dei rifiuti radioattivi in Italia, che ancora devono trovare una sede definitiva di deposito, una situazione pericolosa per la salute e l’ambiente, nonché nei confronti del consumo di suolo, che proprio l’Ispra ha portato all’attenzione delle istituzioni.

La notizia, dunque, preoccupa. Quali conseguenze possiamo aspettarci? Ecco cosa ne pensano istituzioni e associazioni di categoria.

Monica Tommasi, Presidente Amici della Terra:

Aver commissariato l’Ispra al termine del secondo mandato consecutivo del Consiglio di amministrazione e del presidente uscenti rappresenta un grave segno di disattenzione al buon funzionamento del sistema di governo dell’ambiente.

Sono passati 25 anni dal referendum sui controlli ambientali promosso dagli Amici della Terra che motivò  il Parlamento all’approvazione della legge 61/94, la legge che, per la prima volta, istituiva le agenzie regionali per l’ambiente e l’agenzia nazionale (allora Anpa) con il mandato di assolvere ai controlli ambientali e alle funzioni tecnico scientifiche di supporto ai governi nazionale e locali dell’ambiente. 

Nel corso di questi 25 anni, siamo stati costretti più volte ad osservare come la politica e le istituzioni avessero mal digerito l’affermarsi del nuovo soggetto e della sua autonomia. Con la nuova legge di riforma e messa a punto del sistema (la 132/2016), che ha confermato l’assetto autonomo  dell’ente nazionale (oggi, Ispra), eravamo convinti che questo lungo periodo di assestamento fosse ormai compiuto.

Invece, tagliati i nastri inaugurali con l’entrata in vigore della nuova legge nel gennaio appena trascorso, proprio al momento delle nuove nomine, ecco una caduta di stile che proprio non ci voleva.

Cosa ha ostacolato le decisioni nei tempi dovuti? Questa disattenzione non aiuta certo l’autorevolezza scientifica e istituzionale del sistema, caratteristica indispensabile per chi deve garantire presso i cittadini il buon livello di governo dell’ambiente.

sogin stallo

Massimo De Rosa, deputato e capogruppo in Commissione Ambiente:

Il Commissariamento rappresenta un indebolimento dell’Istituto rispetto sia alla reale possibilità di svolgere attività di ricerca, sia ai compiti di protezione e tutela del territorio e dell’ambiente, soprattutto in questa delicata fase di partenza del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente (SNPA) istituito dalla Legge 28 giugno 2016, n. 132.

Chiediamo di nuovo con forza che venga assicurata all’Ispra una guida forte e autorevole, selezionata attraverso una procedura trasparente tale da garantire all’ISPRA di svolgere il proprio ruolo con rinnovato slancio e nuove risorse economiche.

Nuovi autorevoli vertici indipendenti dalla politica, finanziamenti certi e stabilizzazione dei lavoratori, sono le richieste che avanziamo da tempo per garantire il funzionamento di un Istituto prezioso e insostituibile per la tutela e la protezione dell’ambiente nel nostro Paese.

consumo suolo

FLC CGIL:

Non possiamo esimerci dall’esprimere un giudizio negativo sulla scelta fatta dal Ministro, sia nel merito che nel metodo. Riteniamo, che si debba provvedere, rapidamente, ad assicurare all’Istituto una nuova guida forte e autorevole, scelta attraverso una procedura trasparente tale da garantire all’Ispra di svolgere il proprio ruolo con rinnovato slancio e nuove risorse economiche.

Il Commissariamento rappresenta un ulteriore indebolimento dell’Istituto, non consentendo l’avvio di tutte le azioni utili all’assolvimento dei compiti strategici e istituzionali che è chiamato a svolgere, non garantendo la missione dell’Istituto rispetto sia alla reale possibilità di svolgere attività di ricerca, sia ai compiti di protezione e tutela del territorio e dell’ambiente.

Roberta De Carolis

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