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ldk solarA poche settimane dal fallimento della Suntech, che starebbe pensando alla cessione dei suoi asset nel fotovoltaico in Italia, anche la cinese LDK Solar ha annunciato di fatto la disfatta, saltando la scadenza del 15 Aprile per rimborsare 23,8 milioni dollari in obbligazioni. Per mancanza di liquidità, dice il colosso, che ora è in default e sempre più vicino al baratro.

Ma c'è un collegamento con l'eventuale introduzione delle misure anti-dumping? Quanto ha influito la situazione del mercato fotovoltaico europeo o statunitense? Ne abbiamo parlato con gli operatori del settore e con assosolare.

Default LDK: colpa delle misure antidumping?

Giovanni Simoni, Presidente Assosolare. "Più che a un'azione di dumping, il default della LDK Solar è legato agli investimenti fatti con il credito bancario e all'incapacità di ripagare il debito, che è cresciuto anche per via della contrazione dei mercati europei. Questa è una strada che porta al fallimento, che parte da un errore produttivo, di programmazione, anche per via dell'effetto di una verticalizzazione che ha portato a scegliere il silicio. I motivi che sono alla base dell'attuale situazione della LDK derivano, insomma, da una somma di fattori che riguardano più i problemi di mercato e di investimenti passati".

Ernesto Salamoni, Amministratore Delegato Ferrania Solis. "Non si può collegare il default di LDK con l'antidumping. Anzi, semmai si tratta di un'ulteriore prova che le aziende cinese vendevano in dumping e solo con l'aiuto delle sovvenzioni del Governo. Appena cessate, quindi, non hanno più potuto portare avanti le loro vendite. Non sembra strano che un'azienda così importante abbia problemi a rimborsare 23 milioni di euro, o anche meno, visto l'accordo che è riuscita a raggiungere? Probabilmente il fatto che non riescano a risolvere il problema indica che anche in Cina inizino ad agire diversamente. Avremo comunque qualche ulteriore chiarimento dalla pubblicazione del report di domani".

Alessandro Caraglio, Amministratore Delegato BMSolar. "Lo stallo dei grandi impianti in Italia e Germania e la lenta partenza di nuovi mercati p.es. S. Africa Brasile, ha fatto sì che dallo shortage di pannelli nel 2010 siamo arrivati a carenza di richiesta anche con prezzi molto bassi. La nuova realtà di piccoli impianti sotto i 20 kWp in Italia e Germania ha orientato la richiesta verso pannelli di qualità giapponesi e europei. Il mercato cinese interno non è in grado di accogliere tutta la produzione. Le misure antidumping hanno fatto il resto ".

Massimo Poli, Account Manager Hanwha SolarOne. "A distanza di poche settimane dall´epico fallimento di Suntech, arriva puntuale l´insolvenza di un altro importante player dell´industria fotovoltaica cinese: LDK. Sinceramente attribuire all´indagine anti-dumping il fallimento, se pur la mia posizione assolutamente contraria al provvedimento sia irremovibile, risulta, almeno in questo caso, non del tutto appropriato. Sono circa 2 anni che sento parlare di crisi all´interno di LDK, di una imminente insolvenza, che oggi, in questo particolare e drammatico momento del mercato, è arrivata come segnale di conferma, di una malattia sempre più grave, che necessita di una cura drastica e risolutiva. L´anti-dumping, certamente, avrà contribuito ad accelerare la disfatta dell´Azienda, in quanto la conseguente paralisi del mercato Europeo e del credito bancario, non hanno dato nessuna prospettiva di ripresa al colosso cinese, che, davanti alla necessità di onorare una importante obbligazione, ha dichiarato la disfatta. Ritengo la posizione della Comunita´ Europea "l´eutanasia del fotovoltaico", una manovra capace solo di garantire la stessa sorte di Suntech e di LDK a tutte quelle Aziende incapaci di compensare le perdite nei Paesi Emergenti e nel continente Asiatico. Si chiude il sipario per un altro grande protagonista, adesso non resta solo che chiedersi chi sarà il prossimo..."

Roberta Ragni

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