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organic foodIl biologico cresce, nonostante la crisi. Lo rivelano le prime anticipazioni dei dati sull'agricoltura biologica elaborati dal Sistema di Informazione Nazionale dell'Agricoltura Biologica (Sinab), che ha fotografato la situazione del biologico nel nostro Paese al 31 dicembre 2012.


I dati riferiti agli acquisti di prodotti biologici confezionati presso i punti di vendita della grande distribuzione organizzata rivelano un valore andamenti particolarmente favorevoli per biscotti, dolciumi e snack e per ortofrutticoli freschi e trasformati, in entrambi i casi in aumento superiore al 12% rispetto al primo quadrimestre 2012.

I risultati del primo quadrimestre 2013 confermano anche una serie di dinamiche che trovano consolidamento nel corso del tempo. Prima fra tutte, la consistente concentrazione degli acquisti su poche categorie, con le prime tre (ortofrutta fresca e trasformata, lattiero-caseari ed uova), che coprono quasi due terzi della spesa totale. In questi dati bisogna leggere un cambiamento del modo di percepire i prodotti del settore? Il consumatore compra meno, ma meglio? Oppure è una conferma che il biologico conquista sempre più consumatori alto spendenti? Qual è l'attuale target del biologico in Italia?

Paolo Carnemolla, Presidente FederBio. "I numeri in crescita del settore biologico nazionale testimoniano sia l'effetto delle politiche di sviluppo rurale che, soprattutto, di un andamento di mercato che ormai è indicativo di un cambio di stili di consumo e di vita. In generale in questi ultimi anni si è delineato l'identikit di un nuovo consumatore sensibile alla compatibilità ambientale e sociale dei prodotti, ai benefici per la propria salute e per l'ambiente, per la realizzazione di più cultura, felicità e benessere. Il bio risponde a queste esigenze. Volendo tracciare il profilo del consumatore bio si delinea: età: giovane tra i 25 e i 44 anni d'età; istruzione: livello di istruzione superiore o universitaria appartenente a famiglie non numerose, reddito: medio-alto, vive principalmente nel Centro Nord. Secondo l'indagine del 2011 dell'Osservatorio sui Consumi SANA (La ricerca, condotta dall'Università di Parma, è stata sviluppata attraverso un'indagine qualitativa con una serie di focus group composti da consumatori del canale specializzato e della GDO) , i fattori di contesto in grado di accrescere la penetrazione del biologico e determinare i comportamenti di consumo biologico sono: i fattori ambientali e di contesto (es. attenzione ai fenomeni legati all'inquinamento e alla difesa dell'ambiente); fattori etici (es. attenzione ai comportamenti corretti, alle norme, alla rilevanza del "balance sociale"); fattori connessi alla qualità del cibo (ad es. richiesta di miglioramento dello standard, qualità implicita, fattori percettivi); fattori informativi (es. ruolo dell'etichetta nell'informare il consumatore); fattori di garanzia (ad es. nei cfr. del processo, del prodotto, del sistema di certificazione); fattori di conoscenza (ad es. informazione sul processo "biologico" assicurato ai prodotti, scelta delle opzioni, grado di consapevolezza, ricadute di tipo salutistico, ecc...); fattori culturali (processi di scelta come derivati culturali, connessi alla tradizione e alla storia dei prodotti , alle specificità)".

Luca Colombo, Segretario Generale Firab. "Difficile dare un quadro puntuale che identifichi il consumer del biologico. La nostra sensazione, però, è che questa crescita confermi l'attrattività dei prodotti bio. Come emerge dai dati Sinab, il biologico cresce nella GDO, negli hard discount e anche nella vendita diretta. Sempre più italiani, quindi, scelgono di acquistare tramite spacci aziendali, GAS, mercati contadini, tagliando l'intermediazione e rimodulando il loro modo di acquistare. Questo fa pensare che la crescita del biologico, nonostante la crisi, non sia imputabile ad acquisti di élite, quanto all'emergere di nuove modalità di acquisto a prezzi contenuti".

Fabrizio Piva, Amministratore Delegato CCPB. "Che il biologico nonostante la contrazione generale dei consumi, acquisti mercato e popolarità, non è un cambiamento, bensì è il costante consolidamento di una tendenza iniziata da diversi anni. Questo è dimostrato anche dal parallelo aumento numero degli operatori e dell'estensione della superficie agricola utilizzata. Gli italiani consumando meno, sono più attenti al prezzo, alla qualità dei prodotti, sul rapporto tra questi fattori il biologico offre garanzie (quasi) ineguagliabili. L'obiettivo ora è proprio quello di allargare la diffusione del bio a coloro che non lo conoscono bene o non lo trovano facilmente vicino casa".

Roberta Ragni

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