Menu

nucleare3Nel mondo ci sono 427 reattori, con una potenza installata di 364 GW. Queste cifre comprendono la chiusura definitiva dei dieci reattori di Fukushima-Daiichi e Daini e il fatto che a partire dal 1 luglio 2013 solo due dei 44 reattori giapponesi sono operativi (si tratta di Ohi -3 e -4 e anche il loro futuro è molto incerto). Lo rivela il World Nuclear Industry Status Report 2013, pubblicato ieri poco prima della protesta degli attivisti di Greenpeace contro una delle centrali nucleari più vecchie e pericolose della Francia.


Dal rapporto emerge una verità inconfutabile. L'industria nucleare è in declino: la capacità totale installata ha raggiunto il picco nel 2010 a 375 GW, prima di scendere al livello attuale. La produzione annuale di energia elettrica nucleare ha raggiunto un il suo apice nel 2006 a 2.660 TWh, poi è scesa a 2.346 TWh nel 2012 (in calo del 7% rispetto al 2011, in calo del 12% rispetto al 2006). Circa tre quarti di questo declino è dovuto alla situazione del Giappone, ma altri 16 paesi, tra cui i primi cinque grandi generatori di nucleare, hanno diminuito la loro produzione nucleare.

Una quota che, nella produzione di energia a livello mondiale, è diminuita costantemente, passando da un picco storico del 17 per cento nel 1993 a circa il 10 per cento nel 2012. E se il nucleare decresce, le rinnovabili continuano il loro positivo trend di crescita e si avviano a sostituire altre fonti fossili, come il gas naturale. Ma gli ostacoli che le fonti pulite devono superare sono certamente ancora molti, dai sistemi di accumulo al vuoto normativo, solo per fare alcuni esempi. Ma la domanda lecita è: le rinnovabili potranno sostituire il nucleare? Se sì, in che modo favorire il loro cammino?

Giuseppe Tomassetti, Vicepresidente FIRE. "Chiaramente no, non è possibile che accada. Premesso che ogni Paese ha i suoi contesti diversi (la Germania va a lignite, il Giappone va a carbone e nucleare, ecc...), il problema è che le rinnovabili non sono progranmmabili, né dal giorno per la notte né dall'inverno per l'estate e non c'è alcuna possibilità che possano sostituire le fonti fossili. Le rinnovabili non programmabili potranno offrire al più il 30% del consumo di elettricità. Teoricamente per egevolarle ci sono molte cose da fare, ma attualmente la situazione reale è ben lontana dal futuro ipotizzato. Servirebbero grossi interventi tecnologici, oltre al fatto che resterebbe il problema che l'elettricità ha le caratteristiche di un servizio: il consumatore chiede e riceve quando vuole lui".

Giuseppe Onufrio, Direttore Esecutivo Greeenpeace. "Una uscita graduale dal nucleare (e dal carbone) è tecnologicamente possibile ed economicamente sostenibile. Si tratta però di cambiare la logica della rete elettrica: non solo smart grids ma anche super-grids per collegare Paesi diversi con linee in alta tensione e corrente continua. Per quanto riguarda l'UE le analisi commissionate da Greenpeace per l'obiettivo 100% rinnovabili (si veda "The Battle of the Grids") mostrano come una maggiore integrazione delle reti elettriche europee tramite super-grids possano superare il concetto di "carico di base" e compensare gli eccessi di produzione - eolica del nord-europa e solare nel sud-europa - con un limitato ricorso ai sistemi di stoccaggio e di gestione della domanda. Il costo sulle reti è dell'ordine dei 70 mld di euro in 20 anni, dunque ampiamente sopportabile".

Edoardo Zanchini, Vicepresidente Legambiente. "Fino a tre anni fa tutto questo era inimmaginabile, visto l'ampio sostegno dato all'energia nucleare e la continua denigrazione a cui sono state sottoposte le fonti pulite. La verità è che negli anni a venire il nucleare costerà sempre di più. Ci saranno costi di gestione delle scorie, di rifacimento degli impianti obsoleti, di decomissioning. Ma, d'altro canto, bisogna dire anche che per una vera e propria rivoluzione delle rinnovabili e per consentire loro di sostituire le fonti fossili, bisognerà cambiare totalmente il modello energetico. Si dovrebbe iniziare a puntare su quello distribuito, in cui ognuno riduce i consumi e dove si premia l'autoconsumo e lo scambio con la rete. Non sarà semplice, visti i nemici che ancora continuano ad ostacolare questo rinnovamento, a partire dall'Authority, ma è un dovere farlo".

Roberta Ragni

LEGGI anche:

- Le rinnovabili supereranno il gas naturale nel 2016

- Le rinnovabili stanno sostituendo il nucleare

GreenBiz.it

Network