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eolico fotovoltaicoIl governo incassa la fiducia sia al Senato (235 sì, 70 no) che alla Camera (435 sì, 162 no), ma l'incertezza sul futuro è ancora grande. Soprattutto per le rinnovabili, sulle quali, tra le altre cose, pesa ancora la scure del dl Fare bis.

Quali le priorità per eolico e fotovoltaico? Cosa dovrebbe fare subito il Governo e cosa andrebbe rimandato? Quanto peserebbe l'azione, o lo stallo, sull'industria delle rinnovabili e sui cittadini?

Simone Togni, Presidente Anev. "Anev è favorevole ad interventi efficienti di riduzione degli oneri della bolletta che non ipotechinino il futuro della bolletta elettrica, ma non alla rimodulazione dei contratti in essere. Nell'attuale situazione di crisi ANEV condivide l'ipotesi di individuare meccanismi di cartolarizzazione che portino alla copertura efficiente per il sistema energetico delle componenti della bolletta elettrica, escludendo qualsiasi rimodulazione retroattiva degli incentivi che non sia esclusivamente basata sulla volontarietà dell'adesione per gli operatori e senza alcun tipo di penalizzazione (come l'esclusione dalla possibilità di effettuare interventi futuri sull'impianto). Ogni intervento che vada ad impattare sui conti economici di progetti esistenti infatti, agendo in modo retroattivo, introdurrebbe di fatto pesanti modifiche nel sistema di remunerazione che, insieme alle altre misure penalizzanti già emanate recentemente (come la Robin Hood Tax a grandi e piccoli impianti rinnovabili), metterebbe in grave crisi un settore, come l'eolico, fondamentale per il rilancio del Paese".

Emilio Cremona, Presidente Anie/Gifi. "La non programmabilità degli impianti da fonti rinnovabili, quali fotovoltaico ed eolico, e la loro capillare diffusione anche sulle reti di distribuzione in media e bassa tensione, stanno inducendo ad un forte ripensamento sui criteri di pianificazione ed esercizio dei sistemi elettrici di potenza e ad un coinvolgimento sempre più spinto dell'utenza diffusa passiva, attiva o mista nell'attività di conduzione delle reti elettriche. In questa ottica, gli elementi principali che il legislatore ed il normatore dovrebbero tenere in considerazione sono: Programmabilità delle FER; Necessità di una regolamentazione per dare certezze ai mercati e che consenta all'industria di operare; Forme di detrazione fiscali ai Sistemi di Accumulo connessi a impianti FER; Integrazione dei Sistemi di Accumulo nello smart building in una visione di micro rete e smart grid; Sviluppo sinergico delle tecnologie di produzione, di accumulo e di rete. Nel dettaglio ANIE/GIFI propone per la Detrazione IRPEF del 50% una stabilizzazione negli anni per soggetti privati, l'estensione anche per persone giuridiche in abbinamento ad un premio per la rimozione amianto e l'applicazione anche ai sistemi di accumulo abbinati al FV. Proponiamo, infine, l'estensione Titoli di Efficienza Energetica per il fotovoltaico oltre i 20kWp di potenza installata".

Giorgio Ruffini, Presidente Azione Energia Solare. "Il mondo delle rinnovabili italiane è stretto fra una politica, in tutt'altre faccende affaccendata ed una governance dell'energia, palesemente schierata con i produttori di energia da fonte fossile. Che cosa dovrebbe fare un governo che intendesse affrontare il tema energetico? Dovrebbe semplificare l'accesso alla produzione di energia pulita e rinnovabile su tutte le case e tutti i capannoni, permettendo l'autoproduzione per autoconsumo. Dovrebbe confermare la detrazione per tutti coloro, privati e aziende, che realizzano impianti ad energia pulita. Dovrebbe eliminare le cervellotiche procedure burocratiche, indegne di un paese civile ed usate artatamente quale deterrente per ostacolare lo sviluppo di un mercato sano che potrebbe creare migliaia e migliaia di posti di lavoro. Dovrebbe eliminare il conflitto di interessi di ENEL che detta le regole di un mercato nel quale agisce anche da player di primo livello. Dovrebbe attivare finalmente le SEU (sistemi efficienti di utenza) per consentire un uso razionale dell'energia rinnovabile prodotta".

Roberta Ragni

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