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installatori fotovoltaicoFORMAZIONE INSTALLATORI FOTOVOLTAICO - Entro il 31 dicembre 2013, ogni Regione d'Italia dovrà sciogliere definitivamente gli ultimi dubbi legati alla formazione obbligatoria degli installatori di fonti rinnovabili, impegnandosi ad attivare un programma di formazione o a procedere al riconoscimento di organismi di formazione accreditati.

La formazione obbligatoria è prevista dal Dlgs. 28/2011 (Decreto Romani), che recepisce la direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili. Sarà obbligatorio disporre di una certificazione per installare pannelli fotovoltaici, per l'installazione e la manutenzione di caldaie, caminetti e stufe a biomasse, sistemi solari fotovoltaici e termici, sistemi geotermici a bassa entalpia e pompe di calore.

Il 24 gennaio scorso la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ha stabilito lo standard formativo per le attività di installazione e manutenzione straordinaria di impianti energetici alimentati da fonti rinnovabili (FER) ai sensi del D.lgs. 28/2011. Ma a che punto siamo?

Massimo Venturelli, presidente della Associazione Tecnici Energie Rinnovabili. "Siamo allo stato brado e ora bisognerà aspettare che ogni regione decida. Mi preme dire però che, se è vero che la formazione è molto importante, per valutare un tecnico bisogna considerare anche la sua esperienza. Non farlo è un grosso limite. Spesso seguire un corso non basta. Sarebbe molto più importante dar vita a una formazione continua. Ben vengano i corsi, ma non possono essere l'unico criterio per valutare l'azienda installatrice".

Valerio Natalizia, Direttore Generale e Amministratore Delegato di SMA Italia. "Il 31 dicembre 2013 è il termine ultimo entro cui le singole Regioni d'Italia si esprimeranno e forniranno direttive certe sulla certificazione per la formazione obbligatoria degli installatori di fonti rinnovabili. Queste linee guida saranno molto importanti per normare un settore professionale fino a oggi non formalmente regolamentato. Sicuramente sarà questo un primo passaggio che permetterà da un lato di salvaguardare i professionisti che negli scorsi anni si sono specializzati nel settore, mentre dall'altro permetterà agli utenti finali di affidarsi a personale qualificato e correttamente formato. Come SMA Italia, siamo sempre stati in prima linea, e lo saremo anche in quest'occasione, per la promozione della formazione professionale tramite la Solar Academy, la scuola di formazione che diffonde la cultura del fotovoltaico e gli insegnamenti tecnici agli operatori del settore, installatori e progettisti in primis. I docenti della Solar Academy sono tutti dipendenti SMA, con un know how tecnico specifico e con una comprovata esperienza nel settore. In base alle direttive regionali, anche noi ci organizzeremo per fornire il massimo supporto e indirizzare i nostri clienti verso percorsi formativi riconosciuti. Tuttavia, oltre questa normativa, quello che è davvero importante per ridare slancio al settore, è relativo alle regolamentazioni che, noi operatori del fotovoltaico, aspettiamo già da parecchi mesi: mi riferisco ad esempio alle normative sullo storage e sui SEU, sulle quali, invece, siamo ancora lontani da una chiara direttiva".

Nicola Tore, di Solare Sardegna, azienda riconosciuta come Premium Installer Panasonic. "Ritengo che ci sia un grande bisogno di professionalità riconosciute nel settore a fronte soprattutto del boom di installazioni di impianti rinnovabili (soprattutto fotovoltaici) di questi ultimi anni, ma come sempre l'Italia si è svegliata tardi, quando il danno era fatto. Chi di noi infatti non è a conoscenza di persone che prima del 2008/2009 facevano tutto un altro mestiere, e magicamente si sono scoperti essere "esperti" di energie rinnovabili e installatori di impianti? Una ricerca ha infatti evidenziato che circa la metà degli impianti fotovoltaici residenziali installati in Italia negli anni del Conto Energia, presenta delle irregolarità o delle gravi carenze dal punto di vista tecnico e della sicurezza. Risulta evidente che si è posticipato il termine esclusivamente perché le Regioni e gli enti preposti non sono stati in grado di organizzare corsi di formazione per rispettare i termini previsti in precedenza. Si è scelto semplicemente di rimandare il problema, ma alla prossima "dead-line" ci ritroveremo esattamente nella stessa situazione, ossia con richieste di proroga, modifiche e alleggerimenti".

Roberta Ragni

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