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immaginePer gli analisti della Deutsche Bank Markets Research il 2014 sarà un anno d'oro per il fotovoltaico. Il maggiore interesse degli investitori porterà la domanda a 46 GW per il nuovo anno (e a 56 GW nel 2015).

Un'analisi che conferma, quindi, le previsioni di Solarbuzz, che aveva parlato di 49GW, con una variazione stimata tra 45 e 55 GW di domanda.

Le prospettive a livello mondiale sono rosee e gli esperti concordano in una ripresa nei mesi a venire. E in Italia? Cosa aspettarci nel primo anno in cui il fotovoltaico nazionale farà a meno del sostegno del Conto energia?

Giorgio Cappello, General Manager Cappello Alluminio. "Noi installeremo almeno 500 MW tra piccoli impianti domestici con detrazione fiscale e primi impianti in grid parity. Possono sembrare pochi, ma se si installassero con pannelli fotovoltaici di produzione tutta italiana sarebbe un grande risultato per l'industria made in Italy del fotovoltaico. Purtroppo non sarà così. Questo ci costringerà a fuggire dal nostro Paese, ormai adatto solo a vecchi petrolieri e acciaieri che non sanno fare altro che criticare le rinnovabili, forse perché non sanno più con chi prendersela . Le nazioni più evolute culturamente vogliono portare i loro pacchetti clima-energia a 40-40-40 entro il 2030. E l'italia? Il Bel Paese e la sua classe lobbistica dell'acciaio e del petrolio non fa altro che tirare il freno a mano. Per questo aziende come la nostra, che non vogliono arrendersi, sono costrette ad avere le valigie pronte. L'obiettivo è quello di andare all'estero a lavorare sempre nel settore fotovoltaico per non morire e per continuare a credere nella green economy, che è il futuro del mondo a partire dal continente africano, dove le rinnovabili sole e vento a volte solo l'unica fonte di energia elettrica possibili per tutte le popolazioni non sono servite dalla rete elettrica di distribuzione nazionale".

Averaldo Farri, Amministratore Delegato Power One. "La nostra azienda non vede una situazione rosea per il settore fotovoltaico italiano nel 2014. Noi stimiamo il mercato nazionale intorno ad 1 GW e con questo mercato molte aziende, purtroppo, non potranno sopravvivere. Di positivo c'è che il settore può operare in grid parity o, per i piccoli impianti, con il beneficio della detrazione fiscale. Quindi saranno importanti le decisioni che l'AEEG e il Governo prenderanno sulla regolamentazione dello scambio sul posto, sui sistemi semplici di produzione e consumo e sulla bonifica dell'amianto. Infine, è significativo che il mondo intero stia investendo in questa tecnologia e che invecein Italia si stia andando in controtendenza, proprio adesso che potrebbe sviluppare il suo maggior valore aggiunto per il nostro Paese".

Paolo Mutti, Amministratore Delegato Solsonica. "Senza voler fare previsioni sui volumi, ci aspettiamo che l'Italia faccia da battistrada per il fotovoltaico 2.0, con modelli di business incentrati sulla generazione distribuita e sugli impianti domestici. A tale scopo è necessario che il nostro Paese si ponga in un'ottica innovatrice, e si dia delle regole che tutelino i Sistemi Efficienti di Utenza (SEU) e favoriscano la modernizzazione della rete di distribuzione, ad esempio attraverso politiche di investimento volte ad incentivare i sistemi di accumulo".

Agostino Re Rebaudengo, presidente assoRinnovabili. "assoRinnovabili stima che nel 2014 verranno installati in Italia circa 0,5 – 1 GW di nuova potenza fotovoltaica, costituita per lo più da impianti connessi direttamente alle unità di consumo, con un rilevante beneficio economico nel mancato pagamento degli oneri associati all'energia prelevata dalla rete elettrica. Questa crescita verrà supportata dagli incentivi fiscali oggi vigenti (50% detrazione IRPEF) e dalla diffusione di nuove configurazioni impiantistiche come i sistemi efficienti d'utenza, che dopo 5 anni sono stati finalmente regolati dall'Autorità".

Roberta Ragni

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