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immagineNel 2014 il fotovoltaico mondiale, dopo il rallentamento degli ultimi mesi, è di nuovo in corsa. Se in Italia, nell'era post-incentivi, bisognerà attendere lo scioglimento di nodi importanti, dalla semplificazione autorizzativa passando per la liberalizzazione, sono in molti a guardarsi intorno alla ricerca di nuovi e promettenti mercati.

Grazie ai convenienti incentivi messi in campo dai governi locali nel mondo e alle iniziative che favoriscono lo sviluppo di un mercato interno, investire nel fotovoltaico oggi può essere ancora più conveniente.

Ma dove farlo? Quali sono le opportunità di investimento nei Paesi esteri?

Claudio Lencovich, Senior Manager EY Energy Team. "La crescente importanza del fotovoltaico nel mix energetico globale ha contribuito alla ridefinizione dei Paesi maggiormente attraenti per il 2014, a beneficio di Asia, America Latina e Sud Europa. In particolare, si assisterà alla ripresa del settore in Cina, stimolata da un crescente fabbisogno energetico e da politiche statali favorevoli. Il Brasile attrarrà gli investitori internazionali, con un mercato in rapida crescita e la prospettiva di rappresentare il fulcro della filiera di approvvigionamento della componentistica per tutto il Sud America. In Giappone lo sviluppo sarà sostenuto dall'incentivazione alle rinnovabili derivanti dal sentimento antinucleare e dagli sforzi per la risoluzione delle barriere infrastrutturali. Anche l'India continuerà a stimolare le proprie ambizioni di sviluppo delle rinnovabili. Infine, nonostante la riduzione degli incentivi, anche per il Sud Europa il 2014 potrebbe rilevarsi un anno interessante, attraverso lo sviluppo di progetti fotovoltaici non incentivati, come in Spagna".

Pietro Colucci, Presidente Gruppo Sostenya. "Probabilmente chi aveva intonato un prematuro "de profundis" alla crescita delle energie rinnovabili ed in particolare del fotovoltaico, è stato quantomeno frettoloso. Certo, nel Bel Paese l'energia solare segna il passo e sicuramente alla fine degli incentivi ha corrisposto un significativo decremento degli investimenti, ma così non è per il resto del Mondo ed anche per l'Italia il prossimo futuro potrebbe riservare piacevoli sorprese. Il virtuosismo delle energie alternative nate sulla spinta della lotta ai cambiamenti climatici, continua, infatti, a mietere consensi e si allunga di mese in mese, la lista dei Paesi che annunciano serrati programmi di investimento nell'energia solare. Se in cima alla lista dei Paesi più impegnati nella crescita interna dei GW installati restano saldamente Cina e Stati Uniti, a Nazioni ormai da tempo meta dei grandi gruppi realizzatori di infrastrutture verdi quali Giappone e Sud Africa, si aggiungono delle gradite "new entry" quali India, Canada, Australia e Sud Corea. Ma Sud America e la stessa Europa non sono da meno. Così se Brasile, Cile e Perù sono le nuove frontiere del fotovoltaico di grande taglia, l'Europa continua ad essere una conferma, piazzando 4 nazioni (Germania, Uk, Francia ed Italia) nei primi 11 posti, secondo uno studio recentissimo di Ernst & Young. Chi poi volesse fare futures sui prossimi scenari, potrebbe sempre puntare sulla Russia e su alcune repubbliche ex sovietiche, che, secondo indiscrezioni, starebbero per lanciare i loro rispettivi faraonici progetti sulle Fer e sul solare in particolare. Il fotovoltaico, quindi, dovrebbe avviarsi a restare settore trainante per la green economy mondiale, con la sua nota capacità di ridurre i costi di impianto e di evolvere celermente in termini tecnologici e di efficienza".

Luca Zingale, Direttore scientifico di Solarexpo-The Innovation Cloud. "Diversi sono i mercati più attraenti dove investire nel fotovoltaico. Secondo una classifica di IHS l'elenco non è breve: Sud Africa, Thailandia, Turchia, Romania e Messico, sono tra i primi. Tutti mercati promettenti, ma dove non ci si può improvvisare. Serve una buona conoscenza dei sistemi normativi e regolatori, degli strumenti di business e della contrattualistica, e soprattutto affidarsi a qualificate risorse umane locali. Proprio su questi aspetti nella prossima edizione di Solarexpo-The Innovation Cloud, dal 7 al 9 maggio a Fiera Milano, abbiamo in programma la seconda edizione del progetto speciale "Internationalization Hot Spot", un evento ideato per favorire l'accesso degli operatori italiani ai mercati emergenti del solare e delle altre energie rinnovabili".

Attilio Bragheri, direttore Power Plant Solutions SMA Italia. "La domanda del fotovoltaico, com'è noto, si è spostata dall'Italia verso nuovi Paesi Esteri. Se tuttavia, uno dei primi mercati ad essere approcciato, soprattutto da aziende italiane, è stata la Romania, grazie alla sua politica di incentivazione, oggi l'attenzione di investitori e operatori del settore si sposta non solo più a est, ma anche e soprattutto più a sud. Come SMA Italia, abbiamo collaborato per la progettazione e l'installazione di impianti di grandi dimensioni soprattutto in Sud Africa e in Turchia. In queste regioni, grazie anche a politiche di incentivazione favorevoli, diverse aziende, sia italiane che estere, hanno investito e sviluppato progetti interessanti. Prospettive positive si intravedono anche per lo sviluppo del mercato in altri Paesi quali il Cile e, restando in Europa, in Polonia".

Francesco Campus, amministratore unico EnergyMore. "L'anno in corso vede acuirsi il processo in corso di spostamento del baricentro degli investimenti nel fotovoltaico fuori dall'Europa. Il solare continua la sua corsa, ma a livello globale. Un elemento che va tenuto in considerazione è anche che nei prossimi decenni il grosso dello sviluppo demografico – con conseguente necessità di nuova energia – avverrà fuori dai paesi più sviluppati. In particolare in Africa - dove è prevista più di metà della crescita demografica mondiale fino al 2050 e dove c'è un alto o medio tasso di fertilità (Nigeria, Tanzania, Congo, Etiopia, Uganda...) - ma anche in Asia (in India, Pakistan, Indonesia, Filippine, Bangladesh...). Il vecchio continente ha subìto una battuta d'arresto delle nuove installazioni e dovrebbe esserci una sorta di rallentamento sobrio. Questo nonostante la vitalità della Germania e della Gran Bretagna, e nonostante alcune aspettative ancora riposte nel mercato romeno che ha però visto riduzioni significative di redditività e di certificati verdi. In molti attendono ancora novità dalla Polonia".

Roberta Ragni

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