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pellet 450Nessun rinvio per l'aumento dell'Iva sul pellet. Non è passato nel decreto Milleproroghe l'emendamento che chiedeva di spostare l'incremento dell'Iva dal 10 al 22%.

Dopo dopo quasi due mesi dalla sua presentazione, il provvedimento ha ricevuto ieri la fiducia alla Camera. La conversione in legge dovrà avvenire entro il 3 marzo. I tempi sono ormai stretti e le speranze sempre meno. A poco è servita anche la petizione lanciata dall'Aiel per salvare il pellet dal pericoloso aumento.

Una decisione controversa visto che negli ultimi anni il pellet si è diffuso sempre di più portando l'Italia al primo posto in Europa per consumo domestico.

La decisione della Camera si tradurrà in un aumento della spesa per il riscaldamento pari a 50 euro a famiglia. Cifra che potrebbe arrivare anche fino a 200 euro nel caso in cui il pellet sia impiegato anche per il riscaldamento centralizzato.

Il governo ha scelto deliberatamente di affossare un’economia che si stava affermando e di non rispondere ai richiami di migliaia di famiglie” hanno detto i deputati del M5S Davide Crippam, vicepresidente in commissione Attività Produttive, e Federico D’Incà. “Così facendo si tassa un settore in crescita bloccando sul nascere un circolo virtuoso tra economia e tutela ambientale. La scelta politica del governo è miope e scellerata”.

Non sono mancate le reazioni. Su Twitter numerosi sono stati i commenti di protesta contro il mancato rinvio:

Qui un invito ironico a tassare anche gli alberi:

E ancora, c'è chi la considera follia:

La storia non cambia:

E c'è anche chi invita a cercare forme alternative ma pur sempre ecologiche di riscaldamento:

Per oggi, alle 19.15, è atteso il voto di fiducia al decreto senza emendamenti ed articoli aggiuntivi.

Francesca Mancuso

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