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immagineL'eclissi di sole annunciata per venerdì 20 marzo è destinata a far parlare di sé, non solo per lo spettacolo che offrirà agli occhi di tutti ma anche per l'impatto che avrà sul sistema elettrico nazionale.

Terna ha infatti annunciato che, al fine di garantire la sicurezza della rete, applicherà la procedura d'emergenza RIGEDI, prevista per la Generazione Distribuita Riducibile (GDR) distaccabile con preavviso. Saranno quindi disconnessi dalla rete circa 9.000 MW di impianti fotovoltaici e, inspiegabilmente, circa 100 MW di impianti eolici (sì, eolici, avete letto bene!).

Una decisione che, a dirla tutta, non è ancora definitiva, come ricorda anche Assoelettrica. infatti la procedura RIGEDI (Procedura per la Riduzione della Generazione Distribuita in condizioni di emergenza del Sistema Elettrico Nazionale) prevede che gli operatori (GDPRO) siano avvisati, attraverso le imprese di distribuzione, sette giorni prima della possibile disconnessione dei loro impianti, mentre Terna ha tempo fino a due giorni prima dell'evento per revocare tale ordine.

Ma cosa sta succedendo? Si tratta di una sorta di complotto, di un tentativo di frenare le rinnovabili, sfruttando "l'occasione" offerta dal sole oscurato? O solo di una cattiva gestione dell'evento? Una risposta, come si apprende dai social, arriverà forse grazie al senatore Cinque Stelle Gian Pietro Girotto, che ha chiesto la convocazione di Terna davanti alla X Commissione Industria, commercio e turismo del Senato.

Anche se in Europa nessuno si sta preoccupando di spegnere gli impianti, c'è da dire che dal punto di vista della gestione della rete elettrica, la situazione che si verificherà venerdì mattina di fatto non è da sottovalutare, perché bisognerà fare in modo che la potenza immessa in rete sia sempre in equilibrio con i consumi. L'Entso-E, che riunisce i 41 gestori di rete di 34 Paesi europei, ha parlato di una produzione che calerà del 21% in concomitanza con il picco massimo di oscuramento, pur non avendo affatto suggerito il distacco totale.

Un cosa è certa. Il fotovoltaico è ormai talmente importante nel mix energetico italiano da creare disagi di questo tipo anche in caso di eclissi parziale. Ma ne emerge anche c'è ancora molto da fare, soprattutto nel campo delle smart grid.

Il nostro augurio è che durante la prossima eclissi di sole, i sistemi di accumulo di energia saranno così diffusi da far dimenticare la parola "intermittenza". Abbiamo ancora 5-6 anni di tempo, visto che le prossime eclissi di questa portata avranno luogo nel 2021 e nel 2022.

Intanto su Twitter il dibattito è più che acceso. E voi che ne pensate?

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