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usaverde 450 È arrivata la conferma: gli Usa prendono l’impegno di ridurre le emissioni di gas serra del 28% nel giro di 10 anni.

È il seguito di un annuncio del novembre 2014, quando nell’ambito dell’accordo storico Usa-Cina si era parlato proprio di una riduzione del 26-28%, al di sotto dei livelli del 2005, entro il 2025.

I Tweet ufficiali parlano di un impegno ormai concreto e dimostrano come il presidente Obama si stia spendendo in prima persona in questa battaglia, che di sicuro per lui è anche una battaglia d’immagine.

Già a novembre era comunque chiaro che gli Usa avessero come obiettivo quello del 28% di riduzione dei gas serra, un obiettivo impegnativo ma verso il quale è emersa una certa determinazione, rafforzata dall'annuncio di Obama e del presidente cinese Xi.

I big del mondo hanno promesso di ridurre le emissioni e, si spera, faranno da traino e da esempio per tutti gli altri Paesi, che magari inquinano meno che non hanno un ruolo meno importante sulla scena globale quando, contro i cambiamenti climatici, tutti sono obbligati a fare la loro parte per migliorare la situazione.

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E l’Europa? Il Vecchio Continente ha un obiettivo ancora più ambizioso: -40% entro il 2030. Tutto in vista della Conferenza di Parigi 2015 sul clima, dove si spera che i negoziati possano portare ad un accordo sostanzioso.

GREENPEACE SCETTICA – Lo scenario di Greenpeace, Energy Revolution, mostra che gli Usa possono raggiungere un taglio del 40% delle emissioni rispetto ai livelli del 2005 entro il 2025, dicono dall’associazione.

“Il piano Obama per la riduzione degli impatti dei cambiamenti climatici dunque inizia a curare la ferita aperta, ma di fatto non frena l’emorragia. Come secondo emettitore al mondo di gas serra, gli Usa devono rafforzare il loro impegno prima della Cop sul clima di Parigi affinché si punti davvero ad un futuro 100 per cento rinnovabile per tutti. Purtroppo gli Usa ci hanno abituato ad obiettivi discreti e buone chiacchiere, ma scarsa sostanza. Se adesso volessero davvero mostrarsi dei leader nel cambiamento dovrebbero iniziare a ridurre la dipendenza dalle fossili, abbandonando definitivamente il progetto dell’oleodotto Keystone XL e le trivellazioni petrolifere nell’Artico”, ha dichiarato Luca Iacoboni, responsabile Campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia.

Anna Tita Gallo

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