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margherite petaloseIl Web si è movimentato a sostegno di una parola, quel “petaloso” coniato da un bambino e non ancora accettato dall’Accademia della Crusca. Naturalmente, le aziende non potevano non approfittarne per inserirsi nel dibattito, tra sostenitori e critici.

La notizia è che l’Accademia della Crusca abbia negato a “petaloso” la possibilità di entrare nel vocabolario della lingua italiana. Una parola ben formata, ma non ancora utilizzata da tutti.

Fino ad oggi almeno, visto che nel giro di qualche ora il Web si è messo in moto e l’ha resa più conosciuta di molte parole che nel vocabolario esistono da secoli.

Naturalmente, le aziende non si sono fatte scappare l’occasione per mostrarsi “sul pezzo”, ma è la stessa Accademia della Crusca che su Facebook è stata particolarmente attiva e ha ricondiviso con ironia molti dei post a sostegno di Matteo, l’inventore della parola. Il semplice fatto che la Crusca abbia risposto, in realtà, è molto significativo e, infatti, dall’Accademia ci tengono a dirlo.

A conclusione della vicenda la stessa Accademia posta una sorta di riassunto della “petalosa giornata” e un ringraziamento a Matteo.

Intanto, il Web però si è animato di petalosi post, con aziende e pagine che si sono sfidate a colpi di creatività (con tentativi non sempre riusciti). Treccani e National Geographic hanno la stessa idea: rendere la parola un termine reale e descriverlo come farebbe un vocabolario.

Grazie Matteo e Accademia della Crusca per questa bellissima, nuova parola.Pubblicato da National Geographic Channel su Mercoledì 24 febbraio 2016

Vi piace la parola "petaloso"? La proposta del piccolo Matteo e della sua maestra all'Accademia della Crusca diventa la...Pubblicato da Treccani.it su Mercoledì 24 febbraio 2016

Samsung non dimentica di far pubblicità al nuovo Galaxy S7 edge e lo ritrae mentre fotografa un fiore petalosissimo.

Anche Lego supporta Matteo.

Opel ricrea un logo di petali sul cofano di un’automobile.

E non mancano, incredibilmente, anche le istituzioni: il ministero del Turismo ricorda i fiori petalosi che ricoprono la Flora del Botticelli e Matteo Renzi utilizza il termine in un discorso pubblico.

Immancabile, da “Se I quadri potessero parlare”, la parodia di un’opera.

Ma chiudiamo con quella che ci sembra una forzatura: una linea di cover personalizzabili lanciate registrando un dominio Internet per approfittare del momento di notorietà della parola. Le trovate su www.petaloso.com, con tanto di offerta speciale.

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cover petalosa

Anna Tita Gallo

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