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obamacubaIl presidente Usa Barack Obama è atterrato Cuba e ha ufficialmente decretato la fine di un’epoca, oltre che donato alla storia un esempio enorme di esercizio del potere della diplomazia.

Resterà nella storia probabilmente anche il Tweet che ha anticipato l’arrivo di Obama, che ha segnato il dialogo con i cubani, prima che con il loro governo.

In realtà poi la sua interazione con la folla è stata limitata, ma la realtà è che ormai quella folla sarà proiettata in un futuro in cui gli investimenti Usa si percepiranno ogni giorno nella vita quotidiana.

Le case dell’Avana e le strade intanto sono state ridipinte e risistemate per l’occasione.

Qualcuno – Donald Trump in testa – ha fatto notare che in aeroporto non c’era Raul Castro, il presidente cubano, ad attendere Obama, ma questo non farà mai clamore quanto un presidente Usa che mette piede a L’Avana. Non basta ovviamente l’arrivo di Obama sull’isola a cambiare questioni fondamentali, né i cambiamenti economici saranno la medicina per alleviare ogni male: basti pensare all’arresto di alcuni dissidenti anti-castristi del gruppo Damas de Blanco, donne e mogli dei prigionieri politici, che manifestano ormai da settimane.

Ma gli investimenti e i cambiamenti portati con sé dall’apertura agli Usa, pur non bastando a democratizzare velocemente l’isola, potrebbero trasformarsi in una leva per migliorare anche dal punto di vista civile e dei diritti umani, come sostiene ad esempio un dissidente, Jose Daniel Ferrer, parlando alla CNN. Anche Ferrer è stato tra coloro che hanno incontrato Obama Giovedì e commenta così la visita del presidente Usa:Una visita buona per le persone e buona per la causa”.

Le sfide sono molte, ma vedere l’Air Force One arrivare all’Avana è simbolo di una metamorfosi diplomatica che 4-5 anni fa nessuno avrebbe mai immaginato. E lo stesso Obama afferma che “è l’inizio, non la fine, di quella che sarà un’avventura che ha bisogno di tempo”.

Obama ammette anche che la responsabilità di un’apertura e dei futuri rapporti tra i due popoli dipende molto dagli Usa e dal modo che avranno di parlare con i cubani e con il loro governo, un dialogo che dovrà essere il più diretto possibile perché si possa esercitare una certa influenza.

Intanto, è arrivato anche il primo volo dal 1968 con la posta da Miami all’Avana. Conteneva una lettera di Obama al proprietario di un bar, in risposta ad una serie di lettere ricevute prima del suo viaggio.

Anna Tita Gallo

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