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iplomgenovaIl destino ha voluto che, mentre i seggi si avviavano alla chiusura, ieri sera si verificasse un incidente alle condutture della Iplom, quelle che vanno fino all'impianto di Busalla, nall’entroterra ligure, e che il petrolio iniziasse a minacciare il mare, al punto che a Genova si parla già di emergenza ambientale. E intanto i politici twittavano senza ritegno la loro soddisfazione per il mancato raggiungimento del quorum al referendum sulle trivelle, con in testa un #ciaone di troppo che porta la firma del deputato Pd Ernesto Carbone.

IL PETROLIO MINACCIA IL MARE - È accaduto in una zona che da sempre teme incidenti, quella delle delegazioni di Fegino e Borzoli. Il petrolio ieri sera è arrivato fino al torrente Polcevera, che scorre dritto verso il Mar Ligure. Attorno alle 20 un boato ha anticipato la fuoriuscita. Pare che si tratti di un incidente, nessun sabotaggio quindi.

Ma sembra una beffa che, proprio nel giorno in cui il referendum non raggiunge il quorum, una conduttura si rompa e il petrolio causi i danni tanto temuti dai promotori della consultazione. I vigili del fuoco sono al lavoro, alcune vie ieri sera sono state chiuse, si era pensato anche di evacuare i residenti di alcuni palazzi.

L’odore del disastro si percepisce immediatamente, acre, fortissimo. Arriva dentro le case, dentro le scuole. Si è tentato di utilizzare una schiuma particolare per limitare il rischio di incendi e diluire il greggio. Ma tutti da subito hanno pensato al peggio, al petrolio che si sarebbe diretto verso il mare senza possibilità di fermarlo.

Il Polcevera sfocia in mare là dove il territorio è già stato deturpato da un altro mostro, l’Italsider, poi Ilva, di Cornigliano, segnandolo per sempre. Ora si indaga per capire come mai la perdita non sia stata fermata e le condutture comunque non siano state subito chiuse.

La Iplom in una nota afferma che l’incidente è avvenuto a seguito della rottura di una tubazione interrata dell’oleodotto che collega la raffineria di Busalla, mentre era in corso il trasferimento di greggio da una nave che si trovava nel Porto Petroli di Multedo.

#CIAONE - Intanto, il mondo politico che ha promosso l’astensionismo festeggiava la sua vittoria. In testa il premier Matteo Renzi, seguito da tutti coloro per cui il referendum era assolutamente inutile. Ma sotto gli occhi di tutti ora c’è quel petrolio di cui dovremmo sbarazzarci che minaccia il mare, per quanto a lungo vinceranno le lobby delle fossili e si continuerà ad ignorarlo?

Impossibile poi non parlare del cattivo gusto di un deputato Pd, Ernesto Carbone, e del suo #ciaone che ha fatto infuriare la Rete, tirando in ballo anche Michele Emiliano, il governatore della Puglia, tra le Regioni promotrici del referendum.

Da parte sua invece Emiliano guarda il lato positivo dei risultati del referendum, quei milioni di italiani che alle urne ci sono andati. Ci uniamo alla sua considerazione.

Anna Tita Gallo

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