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centralenucleareA prendere il posto di Federica Guidi sul trono del Ministero dello Sviluppo economico dopo lo scandalo Tempa Rossa potrebbe essere una vecchia conoscenza del mondo ambientalista, Chicco Testa, che nella sua vita è già passato dalle fila di Legambiente a quelle del Forum Nucleare Italiano. Un regalo alle lobby delle energie tradizionali? Intanto spunta la petizione per avere al ministero un nome diverso.

Se ripercorriamo le tappe salienti della vita e della carriera di Enrico Testa scopriamo sicuramente una vena ambientalista marcata: segretario nazionale di Legambiente, poi presidente nazionale, ha contribuito a fondare l'associazione, ma oggi sicuramente gli ambientalisti non possono festeggiare pienamente la possibilità di vederlo diventare ministro per una scelta alquanto marcata a difesa, se non del nucleare tout court, quantomeno del dibattito per comprendere se non fosse il caso di discutere di un ritorno all'atomo.

Testa è stato anche negli Anni Novanta presidente del CdA di ACEA, l'azienda Comunale Energia e Ambiente del Comune di Roma, poi presidente di Enel negli anni della paziale privatizzazione. Dal 5 luglio 2012 è presidente di Assoelettrica. Ma è il nucleare che l'ha portato sotto i riflettori negli ultimi anni. Nel 2008 pubblica “Tornare al nucleare? L'Italia, l'energia, l'ambiente”, quindi nel 2010 diventa presidente del Forum Nucleare Italiano.

In un'intervista a La Stampa, Testa dice che la popolazione mondiale in aumento si traduce in una domanda maggiore di energia elettrica, che però viene prodotta ancora con i combustibili fossili e che “le fonti rinnovabili non rappresentano un’alternativa. Sono importanti, ma limitate come potenza e saltuarie per definizione. In Italia da tre settimane c’è brutto tempo: se dipendessimo dall’energia solare, come alcuni sognano, non avremmo prodotto un chilowattora”.

Non solo. Testa sosteneva il nucleare come ipotesi ambientalista, soluzione alle fossili, sebbene non la indicasse come unica alternativa: “Penso invece che la soluzione sia fatta di efficienza energetica, fonti rinnovabili e anche un po’ di nucleare, diceva sempre a La Stampa, sostenendo che il referendum con cui gli italiani hanno detto No all'atomo sia stato influenzato dall'incidente di Chernobyl.

Da questo, la posizione del Forum Nucleare Italiano, che vedeva Testa spiegare così la campagna e il video che hanno suscitato polemiche molto pesanti:

“Con questa campagna vogliamo riaprire un discorso chiuso bruscamente 24 anni fa. Oggi, quella del nucleare è un’alternativa energetica pulita e conveniente, in termini economici e ambientali, ma non sarà mai possibile un dialogo costruttivo se prima non si mette tutti in condizioni di avere informazioni chiare, complete e certe sotto il profilo scientifico. Per questo motivo il Forum si propone come luogo di discussione e confronto di idee, serie e libere da inutili preconcetti basati su posizioni ideologiche aprioristiche”.

Tutto questo a ridosso del referendum del 12-13 giugno 2011, con l'intento quindi di muovere una serie di dubbi nella mente degli italiani.