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sgarbicitroenIl 1 luglio era comparso sul profilo Facebook di Vittorio Sgarbi un video diventato virale in pochissime ore, in cui il critico d’arte spiega la sua idea di partire in direzione Francia per riportare a casa la Gioconda di Leonardo.

Il tutto, accompagnato dall’hashtag #MissioneMonnaLisa. Ma era tutta una trovata pubblicitaria firmata Citroen, come svela l’ultimo dei 3 video con protagonista Sgarbi.

Nel primo video, Sgarbi spiega che un capolavoro simile non può più rimanere in Francia. Da qui, la volontà di partire verso il Louvre per riportare a casa il dipinto.

A dire il vero, una volta che il Web ha scoperto che si trattava di uno spot non ha reagito positivamente e la bacheca di Sgarbi si è riempita di commenti aspri.

Qualcuno parla anche di “pubblicità ingannevole” e, sostanzialmente, si addita Sgarbi come personaggio che sfrutta impropriamente la sua immagine e la sua fama, utilizzando peraltro un capolavoro dell’arte italiana, a scopi puramente pubblicitari.

Resta il fatto che il video è diventato virale e gli italiani si sono interessati parecchio all’impresa eroica del noto critico.

Il secondo video ha un sapore più teatrale, si percepisce maggiormente una sceneggiatura. È qui che l’utente avrebbe potuto intuire che non si trattava di una trovata “alla Sgarbi” ma di qualcosa di studiato a tavolino.

Sgarbi, infatti, nel suo viaggio in auto verso la Francia, incontra delle capre ed è costretto a fermarsi. Immancabile, il grido “Capre, capre, capre!”.

Infine, il terzo video svela il mistero e la storia si trasforma in un vero e proprio spot. Sgarbi in persona, ormai arrivato a destinazione, ammette di non aver riportato a casa la Monna Lisa, ma di aver trovato altri due capolavori: Citroen C3 e C3 Picasso Monna Lisa, vale a dire due allestimenti speciali dei veicoli della casa francese.

Anna Tita Gallo

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