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eni incendio febbraioDomenica 5 febbraio nella raffineria Eni di Sannazzaro de' Burgondi (Pv) è divampato un nuovo incendio, il secondo nel giro di due mesi dopo l’esplosione dell’impianto Est verificatasi a dicembre. E ora scatta l’inchiesta.

Questa volta l’incendio ha coinvolto l'Isola 7 (impianto di desolforizzazione del gasolio): prima un boato, poi fiamme e fumo, visibili immediatamente dalla popolazione nei dintorni. Le condizioni meteo – pioggia e foschia – non hanno permesso che l’incendio fosse visibile da lontano, com’era invece accaduto a dicembre, quando la colonna di fumo era visibile anche da Milano e dalle città del Piemonte.

Ora è stata aperta un’inchiesta da parte della magistratura. Quello che sappiamo proviene, innanzitutto, da un comunicato ufficiale dell’Eni stessa:

“Eni informa che questa mattina presso la raffineria di Sannazzaro de Burgondi si è verificato un principio di incendio nell'impianto di desolforizzazione del gasolio, immediatamente estinto dal pronto intervento del sistema di sicurezza Eni all'interno della raffineria. Non si sono verificati danni alle persone né si stimano impatti sull'ambiente. Il team di emergenza Eni ha subito messo in atto le opportune misure di sicurezza e i Vigili del Fuoco della Raffineria sono intervenuti tempestivamente spegnendo il focolaio. Eni ha immediatamente avviato le opportune verifiche interne per individuare le cause del principio di incendio”.

In altre parole, soltanto un principio d’incendio, ma che ha preoccupato parecchio. Le spiegazioni ufficiali stentano sicuramente a convincere chi abita nei dintorni che la situazione sia del tutto sotto controllo, visto il susseguirsi di imprevisti.

Dopo l’intervento dei vigili del fuoco interni, le fiamme sono comunque state domate. L’impianto è ora sotto sequestro ed è stata aperta un inchiesta per incendio colposo contro ignoti.

L’Arpa ha raccolto i dati dalle 5 centraline fisse presenti nell’area e ne ha installata una ulteriore. Sono stati registrati picchi di anidride solforosa momentanei al di sopra del limite consentito. In ogni caso, non è scattata alcuna emergenza esterna e l’intervento dell’Arpa si è concluso attorno alle ore 15.

I sindaci intanto hanno confermato che chiederanno un incontro con i vertici della raffineria per chiarire l’accaduto.

 

Anna Tita Gallo

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