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keystoneconstructionIl Dipartimento di Stato Usa ha autorizzato ufficialmente, in seguito al via libera del presidente Donald Trump, la realizzazione dell’oleodotto Keystone XL. La notizia arriva direttamente da un comunicato della TransCanada Corporation.

Naturalmente, da TransCanada mostrano apprezzamento per l’approvazione, ma il mondo intero sa quanto sia simbolico questo via libera, visto che vanifica tutto il lavoro a favore dell'ambiente dell’ex presidente Barack Obama, che invece aveva bloccato il progetto.

Ora, come spiega lo stesso comunicato della società, occorrerà ottenere i permessi necessari per concretizzare il progetto in Nebraska, Montana e South Dakota. L’oleodotto ha come obiettivo quello di unire alle raffinerie presenti negli Usa i giacimenti di sabbie bituminose, vale a dire collegare qualcosa come 800 mila barili di petrolio dal Canada al Nebraska da dove poi iniziano le altre reti secondarie verso gli impianti di raffinazione.

Secondo TransCanada creerà migliaia di posti di lavoro e benefici in tutta la nazione. Anche Trump sostiene questa teoria e ne aveva parlato subito dopo l’insediamento, sebbene non abbia mai mascherato l’intenzione di puntare su questo progetto anche in campagna elettorale e, anzi, ne abbia fatto un punto di rottura emblematico rispetto al passato e all’amministrazione Obama.

Da parte sua, Obama non credeva ad una riduzione del prezzo delle fonti fossili, quindi di conseguenza a benefici lampanti per gli automobilisti americani, ma soprattutto era convinto che puntare sulle fonti tradizionali significasse vanificare gli impegni presi sul fronte delle emissioni e della lotta ai cambiamenti climatici.

Anna Tita Gallo

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