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Twitter oggi pullula di interventi sulla bioeconomia. Di cosa si tratta? Di un 'economia che utilizza le risorse naturali in modo sostenibile e intelligente e che sviluppa prodotti a base biologica per favorire la crescita e l'occupazione, riducendo, al contempo, la dipendenza dalle risorse fossili.

La Bioeconomia, che comprende anche l'uso dei rifiuti organici e di processi fondati su bioprodotti per un comparto industriale sostenibile, in Europa vale almeno 2000 miliardi e 22 milioni di posti di lavoro. Se ne è parlato oggi alla seconda conferenza, "Bioeconomy in the EU: achievements and directions for the future", a Dublino.

Ed è proprio in questa occasione che Máire Geoghegan-Quinn, commissaria per la Ricerca, l'Innovazione e la Scienza, ha annunciato che la Commissione europea istituirà un osservatorio ad hoc per monitorare i progressi e valutare l'impatto dello sviluppo della bioeconomia dell'Ue. Raccoglierà dati al fine di seguire l'evoluzione dei mercati e monitorare le politiche europee, nazionali e regionali in materia di bioeconomia, le capacità nel campo della ricerca e dell'innovazione e l'entità degli investimenti pubblici e privati in questo settore.

Sarà coordinato dal Centro comune di ricerca, servizio scientifico interno della Commissione. "Stiamo cominciando ad osservare che gli Stati membri colgono le opportunità offerte dalla transizione ad un'economia post-petrolifera, che si fonda sull'uso intelligente delle risorse provenienti dalla terra e dal mare. Questo è molto importante perché porterà benefici all'ambiente, alla sicurezza energetica e alimentare e alla futura competitività dell'Europa. L'osservatorio contribuirà a mantenere vivo questo slancio", ha detto la commissaria.

Nel suo intervento alla conferenza, Catia Bastioli, AD di Novamont, ha ripercorso il modello delle bioraffinerie integrate nel territorio illustrando il caso di Matrìca, la joint venture nata dalla collaborazione tra Novamont ed ENI Versalis, destinata a diventare la più grande bioraffineria di terza generazione in Europa. Un esempio concreto di riconversione di un sito attraverso l'integrazione tra chimica e agricoltura e grazie al forte allineamento in tutta la catena del valore tra coltivatori, università/centri di ricerca, comunità locali e industria.

"Il caso Italia dimostra come la creazione di filiere locali dedicate alla produzione di prodotti ad alto valore aggiunto può essere stimolata da opportune misure legislative con ricadute positive per l'intero sistema paese. L'innovazione diventa volano per la crescita locale, attraverso bioraffinerie integrate nel territorio che agiscono in sinergia con le biodiversità e gli ecosistemi. Per massimizzare le opportunità offerte dalla bioeconomia è ora essenziale che Stati Membri e Commissione Europea implementino l'action plan presentato un anno fa. Solo cosi potremo avere le basi per una solida crescita del comparto in Europa", ha dichiarato l'Ad.

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