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green economy

In questa campagna elettorale la politica ha taciuto su temi di enorme importanza per la vita degli italiani e per lo stesso sviluppo economico del Paese: ambiente, territorio, energia e nuova occupazione creata dalla green economy. È per questo che oggi un cartello di 14 associazioni e aziende ha chiesto ai partiti e ai candidati premier di "dire qualcosa di ambientalista", mandando un ECO-telegramma con 7 punti a tutte le forze politiche.

Nonostante le 'agendÈ e gli 'appunti' elaborati dai protagonisti della green economy, i temi più importanti per il futuro del Paese sono rimasti fuori dal main stream politico: "i partiti hanno delegato ai settori di riferimento, si sono pronunciati a mezza bocca sulle richieste delle associazioni, mentre a far discutere sono stati come sempre gli schieramenti, le personalità, le alchimie pre e post elettorali", si legge in una nota. E in un mese di campagna elettorale la parola ambiente è stata l'eccezione. Ma non tutto è perduto.

ecotelegramma

Siamo ancora in tempo perché le forze politiche si esprimano su un numero limitato di impegni chiari:

1) garantire la legalità e la giustizia, la trasparenza e l'equità nelle filiere agricole ed alimentari, ambientali ed energetiche, aumentando efficienza ed efficacia dei controlli con un'adeguata tutela penale dell'ambiente;

2) fissare l'obiettivo del 100% rinnovabili, procedendo alla chiusura progressiva delle centrali alimentate con combustibili fossili, rinunciare al piano di sviluppo delle trivellazioni petrolifere in mare e definire una roadmap per la decarbonizzazione che sostenga la green economy;

3) spostare i fondi stanziati per strade e autostrade verso il trasporto sostenibile (ferrovia, nave, bici, mezzi elettrici e a basso impatto ambientale, car sharing) e il trasporto pendolare nelle aree urbane, definendo un piano nazionale della mobilità che superi il programma delle infrastrutture strategiche;

4) rendere compatibili le scelte economiche e di gestione del territorio con la conservazione della biodiversità naturale attribuendo un ruolo centrale ai parchi e varare un piano della qualità per il settore turistico per valorizzare i beni culturali e ambientali;

5) approvare un pacchetto di interventi per favorire l'occupazione – soprattutto giovanile - in agricoltura, sostenere le colture biologiche, biodinamiche e a basso impatto ambientale e promuovere modelli di consumo alimentare sostenibili;

6) approvare una legge che fermi il consumo di suolo e aumentare i vantaggi fiscali che derivano dalla scelta a favore del recupero e della ristrutturazione, dell'architettura bioclimatica e dell'urbanistica mirata all'abbattimento dell'inquinamento e alla riqualificazione energetica e ambientale del patrimonio edilizio;

7) incentivare non solo la raccolta differenziata, il riuso, il riciclo e il recupero dei materiali ma anche la lotta agli sprechi in ottica preventiva, diminuendo il sostegno agli inceneritori e alle discariche.

A firmare l'appello, 13 nomi importanti dell'associazionismo e della green economy: Don Luigi Ciotti, presidente Gruppo Abele e Libera; Lucio Cavazzoni, presidente Alce Nero; Agostino Re Rebaudengo, presidente APER; Umberto Martini, presidente CAI; Oscar Farinetti, presidente Eataly; Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente onorario FAI; Mauro Furlani, presidente Federazione Pro Natura; Ivan Novelli, presidente Greenpeace Italia; Andrea Segrè, presidente Last Minute Market; Vittorio Cogliati Dezza, presidente Legambiente; Roberto Burdese, presidente Slow Food Italia; Franco Iseppi, presidente Touring Club Italiano; Dante Caserta, presidente WWF Italia.

Anche noi di greenBiz.it, dopo aver chiesto alle aziende e all'Aper quali provvedimenti intraprenderebbero se, ipoteticamente, salissero al Governo, ci uniamo virtualmente all'iniziativa, invitando tutti a partecipare al "tweet bombing" ai candidati utilizzando l'hashtag #ecotelegramma.

Roberta Ragni

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