Menu

comuni ricicloni2014Sono 1.328 i campioni nella raccolta differenziata dei rifiuti, il 16 per cento dei comuni d'Italia per un totale di 7,8 milioni di cittadini che hanno detto addio al cassonetto, pari al 13,7 per cento della popolazione nazionale che oggi ricicla e differenzia i rifiuti alimentando l'industria del riciclo e quindi la Green Economy (150 mila posti di lavoro).

Sono i risultati del rapporto 2014 Comuni Ricicloni, che classifica i comuni che hanno raggiunto l'obiettivo di legge del 65 per cento di raccolta differenziata. La classifica è poi costruita attraverso un indice di buona gestione dei rifiuti urbani: quest'anno per la prima volta i "primi della classe" sono almeno uno per ogni Regione d'Italia, con l'unica eccezione della Valle d'Aosta, che non ha neanche un comune virtuoso.

Le Regioni. Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige sono le Regioni con la più alta concentrazione di Comuni Ricicloni. Ma la novità dell'anno è la crescita dei ricicloni nel centro sud che passano dal 15 al 20 per cento del totale nazionale.

Crescono in particolare i comuni virtuosi nelle Marche (+15 per cento in un anno): qui, semplicemente, è stata applicata in maniera intelligente la legge nazionale, prevedendo un tributo di 20 €/tonnellata per i rifiuti urbani che finiscono in discarica, importo che viene modulato in base alle performance di raccolta differenziata raggiunte dai Comuni. Premi e penalità che i comuni sono invitati (applicando tariffe differenziate in funzione dei rifiuti prodotti da ciascuna famiglia) a trasferire ai cittadini, riducendo drasticamente le tariffe da pagare ai più virtuosi.

comuni ricicloni

"La prima novità della classifica di quest'anno -ricorda Andrea Poggio, vicedirettore di Legambiente che ha coordinato la giuria- è il lento spostamento al centro sud della distribuzione geografica dei "ricicloni", ancora saldamente insediata nel Nord Est, con metà dei comuni virtuosi. In particolare grazie alla crescita dei comuni marchigiani, che hanno applicato un sistema moderno di raccolta (porta a porta) e che usufruiscono degli sconti per lo smaltimento in discarica in base alle performance di differenziata".

La seconda novità è la crescita del Comune di Milano: sfiora nel 2013 il 50 per cento di differenziata. Con oltre un milione di abitanti serviti dal porta a porta, Milano è così la prima in Italia e la seconda in Europa dopo Vienna. Il "trucco" di Milano? Una buona e continua informazione (anche multilingue), porta a porta con bidoni condominiali, l'estensione a tre quarti della città della raccolta selettiva del rifiuto umido da cucina (da giugno appena esteso a tutta la città).

Per questa ragione le viene attribuita una menzione speciale: Milano non è "riciclona", perchè non supera ancora il 65 per cento previsto dalla legge, ma è sulla buona strada. Un monito per Torino, che ha da tempo superato il 50 per cento, ma solo nella metà della città dove esiste la raccolta porta a porta, ma soprattutto per Roma non sa ancora scegliere tra raccolta porta/porta spinta e sistemi pasticciati fondati ancora sul cassonetto che impediscono l'indipendenza dall'ennesima discarica.

Spulciando tra le prime 100 posizioni della graduatoria generale, troviamo numerosi comuni gestiti efficacemente in forma consortile: dei 56 comuni veneti 46 sono trevigiani, la maggior parte appartenenti a 2 consorzi (Priula e TV3), così come i 29 comuni trentini, 8 in Friuli Venezia Giulia. I rimanenti 7 sono casi isolati: 2 in Campania e 1 per Lazio, Lombardia, Toscana, Piemonte e Marche. Sempre tra i primi 100 troviamo 9 comuni oltre i 10mila abitanti (Castelfranco Veneto con quasi 34mila), tutti veneti e trevigiani ad eccezione di Vigodarzere (PD).

Difficile trovare comuni che facciano da sé che arrivino a risultati eccellenti, la forza rimane quella dell'unione nei consorzi. Ovviamente c'è sempre l'eccezione che conferma la regola e si chiama Ponte nelle Alpi che, gestendo in autonomia i rifiuti dei cittadini (e dei turisti - siamo nel territorio delle Dolomiti) raggiunge l'indice di gestione più alto.

Nell'ambito dell'iniziativa il Centro di Coordinamento RAEE ha premiato le tre realtà territoriali che, nel corso del 2013, si sono distinte per la migliore performance di raccolta di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.

Rispettivamente sono il Comune di Montefredane, che ha totalizzato 382.670 kg e una raccolta pro capite di 166 kg per abitante, grazie anche alla società Irpiniambiente che opera sui Comuni della Provincia di Avellino, il Comune di Borgo San Dalmazzo, in Provincia di Cuneo, con 234.835 kg e 19 kg per abitante, il cui Centro di Raccolta è gestito dal Consorzio Ecologico Cuneese, e il Comune di Gallarate, in Provincia di Varese, che, con 498.823 kg e 10 kg per abitante, ha affidato la gestione del suo Centro di Raccolta alla società AMSC SpA.

Il premio Assobioplastiche, invece, per l'impegno nella diffusione e nell'uso di materiale biodegradabile e compostabile è stato assegnato ai Comuni di Pordenone, Roma e Verona. Slow Food, invece, ha ricevuto il riconoscimento conferito da RICREA, il Consorzio Nazionale Riciclo e Recupero Imballaggi Acciaio, che dal 2008 è partner ambientale delle principali manifestazioni organizzate da Slow Food: il Salone del Gusto e Terra Madre a Torino, Slow Fish a Genova e Cheese a Bra.

Per scaricare il dossier completo clicca qui

Roberta Ragni

GreenBiz.it

Network