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ueco2Qualità dell'aria, ancora meno tutele. Ieri la Commissione Europea ha reso noti i punti principali del Programma di lavoro 2015 tramite il vicepresidente Frans Timmermans. Voglia di cambiamento. È questo quello che le istituzioni hanno percepito durante le ultime elezioni. Ma non in peggio.

Questa Camera ha approvato alla Commissione un mandato per il cambiamento. Per fare le cose in modo diverso e fare cose diverse. Oggi è di consegnare il nostro impegno per un nuovo inizio” dice Timmermans presentando il programma di lavoro di cui fanno parte ben 23 misure. Ma le norme sulla qualità dell'aria sono state cancellate.

La priorità della Commissione per il nuovo anno è fornire il piano di investimenti per l'Europa, presentando la strategia entro il primo mese del mandato. “Ora abbiamo bisogno di implementare e agire per sbloccare investimenti pubblici e privati nell'economia reale pari ad almeno 315 miliardi di euro per i prossimi tre anni”.

E l'ambiente, come spesso capita, non è tra le priorità anche se l'inquinamento, dal punto di vista strettamente economico, costa parecchio all'Europa che deve fare i conti con le conseguenze sulla salute dei veleni respirati dai cittadini.

La decisione presa oggi dal presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, di cancellare dal suo programma le nuove direttive sulla qualità dell'aria e sull’economia circolare proposte dal precedente esecutivo europeo ci lascia alquanto basiti” ha detto Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambiente. “Fa veramente impressione sentire dal presidente dell'esecutivo Ue che la salute dei cittadini degli Stati membri e l'ambiente non siano delle priorità “essenziali” da portare avanti e sulle quali lavorare. La rinuncia a regole stringenti sulla qualità dell'aria metterà in pericolo la vita di migliaia di cittadini, e la decisione di non adottare un piano per l’economia circolare contribuirà a portare l'Europa verso un suicidio economico. Eppure più volte la stessa Commissione si è pronunciata a favore di questi delicati temi, ricordando che proprio l’introduzione di nuovi limiti per ridurre lo smog, proposti nel dicembre 2013, potrebbero evitare di qui al 2030 58mila morti premature; mentre le misure per l'economia circolare, proposte nel luglio 2014, potrebbero supplire alla carenza di materie prime nel Vecchio Continente e generare 580mila nuovi posti di lavoro. La decisione di oggi rappresenta una pesante sconfitta per l’ambiente, mentre per le lobby industriali, e forse anche per le case farmaceutiche visti i pesanti impatti sulla salute, rappresenta una imbarazzante vittoria”.

Mai ci saremmo aspettati di dover rimpiangere Barroso, ma oggi la Commissione Europea ha toccato il fondo: il ritiro delle direttive sul ‘pacchetto aria’ e sull’ economia circolare annunciato dal vicepresidente Timmermans è una decisione ad uso e consumo di lobby e blocchi di potere economici che vogliono produrre secondo vecchi logiche, voltando le spalle al processo di innovazione garantito dalla green economy. L’annuncio di presenta nuove direttive suona come una minaccia all’ambiente e alla salute dei cittadini europei” hanno dichiarato Monica Frassoni (Copresidente del Partito Verde europeo) e Francesco Ferrante, esponenti di Green Italia.

L’intento che si cela dietro il ritiro delle due direttive è semplicemente quello di andare verso una deregulation per riportare indietro di decenni le lancette dell’Europa e gli sforzi che hanno permesso di migliorare la qualità dell’aria, e dunque le aspettative di vita dei cittadini. I tetti alle emissioni per i grandi inquinanti non sono battaglie contro i mulini a vento, ma misure che sono sostenute dalla forza dei numeri: fra benefici sanitari, in produttività guadagnata, in minori perdite delle rese agricole e danni agli ecosistemi, i risparmi economici dal prossimo decennio sarebbero ammontati da un minimo di 40 a un massimo di 140 miliari di euro, oltre alle decine di migliaia di vite umane salvate dai danni mortali dell’inquinamento. E altrettanto rilevante è l’impatto derivante da un utilizzo intelligente delle risorse e del loro recupero: in Europa il potenziale di risparmi si aggira nell’ordine dei 700 miliardi di dollari all’anno”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il Ministro dell'ambiente Galletti che ha chiesto alla Commissione europea di non ritirare le proposte legislative sui rifiuti e l’inquinamento dell’aria: "Cancellare la direttiva sui rifiuti e l’economia circolare sarebbe contro lo spirito della conferenza di Lima, appena conclusasi, per un accordo globale per la riduzione di gas a effetto serra".

Francesca Mancuso

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