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Da discarica a piccolo paradiso della biodiversità: è la parabola a lieto fine dell'Oasi naturale inaugurata a Moie, nelle Marche, lo scorso 20 giugno, che rappresenta uno dei più interessanti progetti italiani di riqualificazione ambientale di un'area precedentemente adibita allo smaltimento dei rifiuti.

Il progetto dell'Oasi della Biodiversità di Moie, nel Comune di Maiolati Spontini, è stato realizzato e monitorato dall'Università Politecnica delle Marche e portato avanti dai professori Fabio Taffetani e Nunzio Isidoro, che nel 2011 hanno iniziato a lavorare alla trasformazione sostenibile della discarica "La Cornacchia", gestita da Sogenus.

La prima operazione messa a punto dal team del Politecnico è stata la riduzione dell'impatto ambientale della discarica, attraverso il ripristino degli equilibri strutturali e funzionali dell'ecosistema e la copertura dell'area con specie erbacee, arbustive e arboree. Lì dove c'erano i rifiuti, sono stati piantumati ben 13.956 esemplari della flora autoctona, migliorando la biodiversità della zona.

Nel 2014 è stata creata anche una Cartografia informatizzata della vegetazione, che viene utilizzata come strumento di monitoraggio e per interpretare i dati provenienti dai bioindicatori, che consentono di tenere sotto controllo i livelli di inquinamento chimico nell'area.

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Tra questi c'è la salute delle api che abitano le due arnie installate all'interno dell'Oasi: ogni settimana vengono conteggiate le api morte e, se il numero supera la soglia critica dei 200 esemplari, si prevede lo svolgimento di analisi cliniche per comprendere a quale inquinante siano da imputare i decessi.

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"Operiamo monitoraggi costanti condotti dall'Università, che producono dati rigorosamente scientifici." – ha spiegato in proposito Eddi Ceccarelli, Presidente di Sogenus – "Da oggi, questa Oasi sarà ulteriormente valorizzata con percorsi didattici per cittadini, studiosi, studenti. A loro, alle giovani generazioni la affidiamo idealmente ribaltando il concetto diffuso di discarica. È infatti anche ambiente vitale in cui le essenze autoctone piantumate possono trovare habitat naturale e crescere rigogliosamente."

Fino ad oggi, tuttavia, nell'Oasi non è stata mai rilevata la presenza di inquinamento da fitofarmaci, non è mai stata superata la soglia critica di 200 api morte a settimana, e non si è mai verificato, sulle api vive e nel miele, il superamento dei valori di riferimento di metalli pesanti per le aree industrializzate.

Lisa Vagnozzi

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