Menu

nespressobackgroundIl mondo va pazzo per le capsule Nespresso e per gli spot con George Clooney, ma l’ambiente è altrettanto pazzo di questo prodotto? Assolutamente no, secondo Jean-Paul Gaillard, Ceo dell’azienda dal 1988 al 1997, che parla di “disastro” e sostiene che nemmeno il sistema di riciclo migliore potrà ridurre l’impatto ambientale delle capsule.

Così colorate e innovative, hanno convinto tutti. Sono ormai un gadget, un’icona. Ognuna contiene 5-6 g di caffè, la dose per individuo. Basta schiacciare il bottone di una macchina per il caffè – ormai anch’essa un’icona – e il caffè è pronto. Nel Regno Unito il 17% delle persone ne possiede una, mentre la vendita di capsule è cresciuta in un anno del 30%: oltre 500 mln di capsule vendute nel 2015. Ma quante finiscono nelle discariche?

Le capsule sono composte di plastica e alluminio, servono 500 anni perché si decompongano. E promuovere buone pratiche di riciclo non è sufficiente, tanto che persino l’ex Ceo lo dichiara apertamente. Il successo delle capsule è legato prevalentemente ad una sapiente azione di marketing lungo gli anni, forte anche della scelta del testimonial, il George Clooney che tutti associamo ormai non solo ai suoi film ma anche al celebre slogan “Nespresso. What else?”, lo stesso che peraltro possiede auto elettriche e parla della lotta ai cambiamenti climatici.

Va detto che anche la vendita di caffè tostato e macinato è cresciuta: 15 mld a livello globale secondo gli esperti. Nespresso dichiara che comunque le capsule – prodotte in alluminio – contengono 1g di metallo e sono “riciclabili all’infinito”. Vero, ma devono essere riciclate davvero. E comunque quell’alluminio viene estratto dalle miniere ad un costo ambientale molto alto.

Da parte sua, Nespresso ha ben chiari questi problemi e lavora per promuovere una norma a favore dell'approvvigionamento più sostenibile dell'alluminio attraverso l'Aluminium Stewardship Initiative (ASI). È una vera missione, missione lanciata nel 2012 per una maggiore sostenibilità e trasparenza. Allo stesso tempo i consumatori hanno a disposizione un canale particolare per riciclare le capsule: portarle negli store o utilizzare il servizio porta a porta.

nespressocahen

Ma in un mondo in cui siamo tutti troppo occupati per usare una caffettiera tradizionale è possibile sperare che si trovi il tempo per forme evolute di riciclo? Sicuramente Gaillard ha un’opinione molto scettica: “Non ha senso usare un packaging non sostenibile per 5 g di caffè, sarebbe come prendere tutta l’acqua del mondo e venderla in bottigliette minuscole”. Non solo. Gaillard cita uno studio secondo cui riciclare prodotti più piccoli di una lattina di Coca Cola non ha senso, soprattutto se sporchi: “Si usa energia per il trasporto, per ripulirli, asciugarli e poi smaltirli. Più si ricicla, più si inquina. È un disastro, le persone non dovrebbero sacrificare l’ambiente per una tazza di caffè più comoda”.

Cosa fa oggi l’ex Ceo di Nespresso? Ha fondato la Ethical Coffee Company ed è diventato un competitor. Le sue capsule sono realizzate con fibre vegetali e si decompongono in 6 mesi. Riuscirà mai a portare dalla sua parte chi oggi venera Nespresso?

Anna Tita Gallo

LEGGI anche:

#Ecomondo2015: Nespresso e il circolo virtuoso del riciclo dell’alluminio (VIDEO)

Capsule del caff È in alluminio: Nespresso e CiAl, accordo per il riciclo

Csr: Nespresso investe 400 mln di euro in una nuova strategia sostenibile

GreenBiz.it

Network