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sacchetti plastica inquinamentoPer diminuire la quantità di plastica dispersa nell'ambiente e limitare il consumo di sacchetti usa e getta, il Governo dell'Irlanda del Nord pensa di raddoppiare l'imposta sulle buste di plastica, entrata in vigore due mesi fa.

Attualmente, la tassa ammonta a 5 penny per sacchetto, che dall'aprile del 2014 potrebbero diventare 10: lo ha anticipato il Ministro dell'Ambiente, Alex Attwood, affermando che il Governo dell'Ulster sta anche valutando l'ipotesi di aumentare il costo delle buste riutilizzabili, per spingere i consumatori ad usarle davvero più volte, portandole da casa quando vanno a fare compere.

"Al momento, le buste riutilizzabili vengono vendute a 5 penny. Se fossero escluse dall'aumento dell'imposta, molti consumatori potrebbero trattarle come sacchetti usa e getta" ha dichiarato in proposito Attwood, motivando la scelta che il Governo è in procinto di fare.

L'obiettivo è di tagliare dell'80% la quantità di sacchetti che viene annualmente distribuita in Irlanda del Nord, che ammonta a circa 250 milioni, eliminando così una delle cause principali dell'inquinamento da plastica.

"L'attuale tassa di 5 penny dà ai consumatori il tempo di abituarsi a portare con sé la propria busta quando vanno a fare la spesa. Tuttavia, gli studi che abbiamo condotto suggeriscono che innalzare il costo della busta a 10 penny consentirà di diminuirne sensibilmente e in modo duraturo il consumo." ha concluso il Ministro.

Da questo punto di vista, l'Irlanda del Nord sta seguendo l'esempio del Galles, che ha introdotto una tassa simile nel 2011, riuscendo a tagliare drasticamente la quantità di sacchetti in circolazione. E anche in Scozia il Governo locale sta valutando l'opportunità di introdurre un'imposta analoga.

A questo punto, è legittimo chiedersi cosa intende fare il Governo inglese, dopo aver sollevato in sede europea delle obiezioni ufficiali contro il bando totale dei sacchetti di plastica promosso dall'Italia nel 2011.

Secondo il Governo presieduto da David Cameron, infatti, il bando italiano sarebbe illegale, poiché non si può impedire in un Paese dell'Unione Europea il commercio di un prodotto che negli altri Paesi è invece legale. Attraverso il proprio Ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, l'Italia ha replicato alle accuse di Londra sostenendo che i sacchetti in plastica dovrebbero essere banditi in tutta l'Unione, in quanto causa principale dell'inquinamento dei mari.

Lisa Vagnozzi

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