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ridurre sprechi alimentariCome ridurre gli sprechi alimentari in azienda? Negli Stati Uniti è nato il The Best Practices and Emergency Solutions Toolkit, uno strumento dedicato proprio alle aziende, che è stato realizzato grazie all’FWRA (Food Waste Reduction Alliance), un’alleanza tra industria alimentare, rivenditori e operatori della ristorazione. L’FWRA si occupa di riduzione degli sprechi alimentari dal 2011, ma ritiene che siano ancora molte le aziende da coinvolgere al riguardo.

L’obiettivo principale del nuovo strumento consiste nell’offrire maggiore rilevanza al tema degli sprechi alimentari all’interno del settore più coinvolto nella loro generazione. Sempre più aziende dovranno entrare in gioco per contenere gli sprechi e per attuare buone pratiche che si trasformino in modelli per altre realtà produttive.

Di seguito i 10 passi da seguire verso la riduzione degli sprechi alimentari.

1) Valutazione

È necessario iniziare dalla valutazione del quantitativo e delle fonti degli sprechi, alimentari e non. Il suggerimento è di scegliere una giornata tipo da monitorare, per identificare la tipologia degli spechi e il volume dei materiali di scarto.

2) Raccolta differenziata

Dopo aver valutato la tipologia e il quantitativo dei rifiuti prodotti, è necessario comprendere la loro corretta destinazione. Per quanto riguarda gli sprechi alimentari, sarebbe utile contattare gli enti che si occupano della raccolta dei rifiuti organici. Ma nel caso di alimenti ancora commestibili si potranno valutare altre destinazioni.

3) Progressi

Dopo una prima fase di valutazione, le aziende dovrebbero stabilire uno schema ben preciso per misurare i progressi nel corso del tempo. È bene individuare le aree in cui sarà possibile ridurre o evitare la generazione di sprechi.

4) Politiche aziendali

Valutate le politiche aziendali e le azioni messe in campo relative alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti, con particolare riferimento agli scarti alimentari. Potrete valutare se le discariche rappresentino davvero l’unica destinazione adatta. Prendete in considerazione tutte le opportunità di miglioramento disponibili.

5) Riduzione alla fonte

Il quantitativo dei rifiuti alimentari potrebbe essere ridotto alla fonte. Potrebbe essere necessario contenere la quantità di materie prime alimentari da acquistare a seconda delle destinazioni: mense aziendali, ristorazione, vendita, produzione di cibi confezionati. Le quantità dovranno corrispondere il più possibile agli utilizzi effettivi.

6) Beneficenza

Ristoranti e supermercati potranno stringere accordi con associazioni ed enti di beneficenza per consegnare pasti e alimenti ancora commestibili ai senzatetto e alle famiglie in difficoltà. In Italia è possibile, ad esempio, aderire al progetto Pasto Buono.

7) Mangimi per animali

Uno scenario simile riguarda la destinazione degli alimenti in sovrappiù alla produzione di mangimi per animali. Le aziende, in questo caso, dovranno tenere conto dei costi di trasporto, ma potranno comunque ridurre le quantità di rifiuti diretti alle discariche.

8) Utilizzi industriali e energia

Il rapporto si focalizza sui possibili impieghi industriali dei rifiuti alimentari, che includono in particolar modo la produzione di energia: biodiesel dai grassi e dagli oli di scarto, etanolo dalla fermentazione della materia organica e metano dalla digestione anaerobica.

9) Compostaggio

Una delle possibili alternative per ridurre i rifiuti da destinare direttamente alle discariche riguarda l’avvio al compostaggio degli scarti alimentari. La catena di valore permetterà di trasformare i rifiuti in compost da impiegare in agricoltura per la produzione di nuovi alimenti.

10) Vendita e scadenze

Per quanto riguarda la grande distribuzione, sarebbe bene valutare la possibilità di incrementare la vendita, tramite forti sconti, dei prodotti ormai vicini alla scadenza. Inoltre, si dovrebbe incentivare la distribuzione di frutta e ortaggi imperfetti dal punto di vista estetico, ma comunque commestibili. Tale aspetto permetterà di ridurre la quantità di sprechi che avvengono direttamente presso le aziende agricole, a causa degli scarti che si generano direttamente nei campi coltivati.

Consulta qui il Toolkit FWRA per ridurre gli sprechi alimentari.

Marta Albè

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