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rifiuti radioattivi guida ispraVerso il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. L’Ispra ha pubblicato una Guida Tecnica con i criteri per la localizzazione del sito in cui venga collocato un impianto di smaltimento di rifiuti radioattivi.

Le caratteristiche del sito devono garantire il confinamento e l’isolamento dei radionuclidi dalla biosfera, per assicurare la protezione della popolazione e dell’ambiente.

Il documento stilato dall’Ispra porta il titolo di “Criteri per la localizzazione di un impianto di smaltimento superficiale di rifiuti radioattivi a bassa e media attività” e riporta i requisiti fondamentali e gli elementi di valutazione che devono essere tenuti in conto da parte di S.O.G.I.N. S.p.A. nel processo di localizzazione del Deposito nazionale, dalla definizione della proposta di Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee sino all'individuazione del sito idoneo, come stabilito dal D.Lgs. n. 31/2010 e successive modifiche.

la Guida Tecnica è stata sottoposta ad un processo di revisione internazionale da parte della IAEA, nonché ad una fase di consultazione degli enti e degli organismi tecnici nazionali interessati, ai sensi dell’art. 153 del D.Lgs. n. 230/1995 e successive modifiche.

È corredata da una Relazione Illustrativa che ha lo scopo di descrivere sinteticamente il contesto nazionale ed internazionale in materia di gestione dei rifiuti radioattivi, il quadro di riferimento normativo e gli aspetti salienti del processo di elaborazione seguito.

Secondo quanto indicato dalla Guida Tecnica, la fase iniziale consiste in una selezione di aree su scala nazionale effettuata tenendo conto di criteri connessi alle caratteristiche fisiche, chimiche, naturalistiche e antropiche del territorio che rendono compatibile un’area con la realizzazione di un deposito di smaltimento di rifiuti radioattivi a bassa e media attività.

A tale scopo si utilizza un insieme di dati immediatamente disponibili ed utilizzabili, che potranno essere non esaustivi, ma già esistenti e raccolti in modo sistematico per il territorio nazionale, nonché una serie di indagini preliminari. Secondo i criteri stabiliti dall’Ispra, saranno escluse le aree vulcaniche attive o quiescenti, contrassegnate da sismicità elevata e da pericolosità geomorfologica e/o idraulica.

I rifiuti radioattivi presenti in Italia derivano dalle pregresse attività nucleari e da applicazioni in ambito industriale, medico e di ricerca. Nel primo caso essi sono stoccati presso i rispettivi impianti di produzione (ex centrali nucleari e impianti di ricerca per i quali è oggi in atto un programma di disattivazione), mentre negli altri casi i rifiuti trovano collocazione in specifici impianti autorizzati per la raccolta, il trattamento e lo stoccaggio.

Secondo i dati forniti dagli operatori all’Ispra, sono oggi presenti in Italia circa 27 mila metri cubi di rifiuti radioattivi a bassa e media attività (prima e seconda categoria) dei quali circa 5 mila metri cubi sono di origine non energetica (provenienti da ospedali, industrie ecc...), mentre circa 1.700 metri cubi sono a più alta attività e in larga parte ancora da condizionare.

Scarica qui la Guida Tecnica dell’Ispra sui rifiuti radioattivi.

Marta Albè

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