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concordia greenpeaceUltimo viaggio per la Concordia, l'enorme rifiuto galleggiante davanti all'Isola del Giglio. Il Governo ha deciso. La nave verrà trasferita a Genova, dove sarà smantellata.

Entro il 20 luglio la Concordia non sarà più all’Isola del Giglio. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il documento della Conferenza dei Servizi sullo smaltimento della concordia e ha confermato che avverrà nel capoluogo ligure.

Destinazioni alternative avrebbero potuto essere Piombino e la Turchia, per quanto riguarda lo smaltimento e la demolizione della nave. Pare che il tutto avverrà entro i tempi previsti, considerando che l’incidente del 13 gennaio 2012, che è costato la vita di 32 persone, risale ormai a due anni e mezzo fa.

Il Governo vigilerà affinché la demolizione e lo smaltimento della Concordia avvengano senza alcun rischio ambientale. Ma sono numerosi i dubbi in proposito. Secondo Enrico Rossi, governatore della Toscana, traghettare la Concordia dal Giglio a Genova per un viaggio di 370 chilometri e della durata di circa 5 giorni significherebbe anche attraversare il Santuario dei Cetacei, area marina protetta di altissimo valore naturalistico.

Ad esprimere i timori maggiori è Greenpeace, che nelle ultime ore è arrivata al Ggiglio con la sua nave simbolo, Rainbow Warrior, su cui sono comparsi dei messaggi che fanno presagire un ulteriore disastro. A parere di Greenpeace, è bene che lo smaltimento delle navi avvenga il più vicino possibile al luogo in cui si trovano, per minimizzare i rischi ambientali.

“Speriamo sia davvero vicino il momento in cui l’oscena ferraglia della Costa Concordia sarà rimossa dal Giglio. Ci vorranno almeno cinque giorni per trainarla fino a Genova e i dubbi sulla sicurezza di quest’operazione sono molti. Avremmo voluto cancellarli incontrando il Commissario straordinario, che ha il compito di vigilare su un intervento complesso e rischioso come questo, ma non è stato possibile” - ha affermato Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace Italia.

I rischi, secondo Greenpeace, riguardano soprattutto le condizioni meteo, per le quali le previsioni su cinque giorni potrebbero essere inaffidabili, e il pericolo che durante il traino si stacchi un cassone. Al momento non vi sarebbero certezze su come verranno limitati i rischi di rilascio dei liquidi pericolosi o contaminanti che sono dentro il relitto. Greenpeace sottolinea che non sappiamo ancora con quali garanzie avverrà a Genova la rottamazione della Concordia, che deve rispettare le norme comunitarie.

Infine, non bisogna dimenticare che, sebbene l’Italia si stia dotando di due punti di smaltimento, a Piombino e a Genova, il Regolamento UE 1257/2013 di fatto consente agli armatori europei di vendere le navi che possono quindi cambiare bandiera ed essere smantellate fuori dei confini comunitari.

Costa/Carnival lo ha già fatto con la Costa Allegra - coinvolta in un incidente poche settimane dopo la Concordia - che è stata venduta a un intermediario, ha cambiato nome in Santa Cruise e bandiera (Sierra Leone) ed è stata rottamata ad Alyaga, in Turchia.

Marta Albè

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