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sacchetti di plastica californiaLa California è il primo Stato Usa ad aver preso la decisione di mettere al bando i sacchetti di plastica.

Per quanto riguarda l’Europa, l’Italia ha fatto da apripista e ora il sindaco di Parigi ha deciso di bloccare la distribuzione di sacchetti di plastica monouso dai negozi della capitale francese dalla fine di quest’anno. Sarà la California a fare da apripista negli Stati Uniti?

Il governatore della California, Jerry Brown, ha firmato il primo divieto nazionale di utilizzo dei sacchetti di plastica monouso nei negozi, per arginare l’inquinamento delle città e dei corsi d’acqua. Una coalizione di produttori di sacchetti di plastica è subito intervenuta per annunciare che avrebbe organizzato un Referendum per abrogare la nuova legge, che dovrebbe entrare in vigore da luglio 2015.

A partire dalla prossima estate negozi di alimentari e supermercati della California non potranno più distribuire sacchetti di plastica monouso. La legge non si applica ai sacchetti impiegati per la frutta, la verdura e la carne e nemmeno per le borse della spesa utilizzate da altri rivenditori. I negozi di alimentari dovranno prevedere un contributo di almeno 10 centesimi per l’utilizzo di sacchetti di carta.

Alcune grandi città, come Los Angeles e San Francisco, hanno fatto scuola e dispongono già di simili divieti. La messa al bando dei sacchetti di plastica monouso è considerata una pietra miliare dagli attivisti ambientalisti che si stanno battendo per il divieto delle buste usa-e-geta in numerose grandi città.

Lo stesso governatore Brown appare fiero della propria decisone: “Questo disegno di legge è un passo nella giusta direzione. Riduce l’accumulo di plastica inquinante sulle nostre spiagge, nei parchi e persino nell’oceano. Siamo i primi a vietare i sacchetti di plastica monouso e non saremo gli ultimi”.

I produttori di sacchetti di plastica hanno espresso tutto il proprio disaccordo attraverso l’American Progress Bag Alliance, sostenendo che questa decisione porterà alla perdita di numerosi posti di lavoro. Gli autori del disegno di legge sottolineano che la tassa di 10 centesimi sui sacchetti di plastica è stata introdotta appositamente per indurre la clientela a portare con sé da casa delle borse per la spesa riutilizzabili, in nome del rispetto dell’ambiente.

In risposta alle preoccupazioni per la perdita di posti di lavoro, il disegno di legge include 2 miliardi di dollari in prestiti per i produttori di sacchetti di plastica, in modo che modifichino la loro produzione verso le borse per la spesa riutilizzabili.

Marta Albè

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