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shopper plastica 00001Lo scorso 17 dicembre i 28 Paesi dell'Unione europea, attraverso i rispettivi Ministri dell'Ambiente, riuniti a Bruxelles, hanno dato il via libera ufficiale alla riduzione dell'uso dei sacchetti di plastica entro il 2025.

L'accordo è il risultato di un compromesso raggiunto, dopo settimane di trattative, da Consiglio, Parlamento e Commissione europea attraverso la mediazione della Presidenza italiana della UE e ha portato alla ratifica della direttiva "Lightweight plastic carrier bags", che modifica la precedente direttiva 94/62/CE su imballaggi e rifiuti da imballaggio.

Le nuove norme prevedono che, entro la fine del 2025, la quantità di sacchetti di plastica usa-e-getta di spessore inferiore ai 0,05 millimetri utilizzati da ciascun cittadino dovrà essere ridotta a 40 l'anno, con un passaggio precedente a 90 entro il 2019. In alternativa, entro il 2018 dovrà essere introdotta una tassa che ne fa pagare l'uso. Per avere un'idea delle proporzioni della riduzione, basti pensare che nel 2010 ogni cittadino europeo utilizzava mediamente 176 sacchetti usa-e-getta di questo tipo ogni anno.

Gli Stati membri della UE avranno 18 mesi di tempo dall'entrata in vigore delle nuove norme per recepire la direttiva nelle rispettive legislazioni. La Commissione europea dovrà inoltre presentare due rapporti a Parlamento e Consiglio a due anni dall'entrata in vigore della direttiva: uno riguarderà l'uso dei sacchetti biodegradabili, l'altro si concentrerà su come ridurre l'utilizzo dei sacchetti ultra-sottili, che al momento sono esclusi dalle nuove norme.

"Il Consiglio europeo dell'Ambiente oggi ha formalizzato un accordo politico significativo tra le istituzioni europee per la riduzione dell'uso dei sacchetti di plastica." – ha commentato Gian Luca Galletti, Ministro dell'Ambiente italiano – "Con questa direttiva, l'Unione europea si dota di uno strumento prezioso per incamminarsi verso un'economia circolare. Le nuove regole permettono di ridurre i rifiuti, in questo caso i sacchetti di plastica leggeri, promuovendo, nello stesso tempo, un uso più efficiente delle risorse, che abbia un impatto positivo sull'economia."

Il raggiungimento dell'accordo è un riconoscimento alla bontà del modello italiano in materia di shopper: attraverso una legislazione all'avanguardia in Europa, tra 2010 e il 2013 il nostro Paese ha infatti dimezzato il consumo di sacchetti usa-e-getta, passando da 180 mila a circa 90 mila tonnellate e offrendo un esempio virtuoso ai propri partner europei.

"L'iniziativa italiana sulla riduzione del consumo di buste asporto merci monouso, così fortemente voluta dal Parlamento e poi sempre sostenuta dall'esecutivo italiano, sta trovando riscontri importantissimi anche a livello dei singoli Stati dell'Unione." – è il commento di Marco Versari, Presidente di Assobioplastiche – "Ora non ci possono e non ci devono essere più ostacoli alla piena attuazione della lungimirante normativa italiana in materia di sacchi asporto merci (d.l. n. 2/2012, convertito in legge n. 28/2012; D.M. 18.3.2013), all'avvio della capillare azione di sorveglianza nel territorio e, se necessario, di sanzionamento dei comportamenti non conformi a tale normativa di tutela dell'ambiente."

Lisa Vagnozzi

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