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vuoto a Rendere 0Il Cial- Consorzio Imballaggi Alluminio chiede che la norma che istituisce il vuoto a rendere su cauzione per gli imballaggi di acqua minerale e birra venduti presso alberghi e residenze di villeggiatura, ristoranti, bar e altri locali pubblici sia cancellata dal Collegato ambientale.

Intervenendo all'Audizione che la Commissione Ambiente del Senato ha organizzato per i Consorzi nazionali per il riciclo degli imballaggi, Cesare Maffei, Presidente del CIAL, ha espresso la necessità di cancellare l'articolo 25 del Collegato Ambientale, che riguarda proprio il sistema cauzionale.

Secondo il Cial, la norma andrà ad imporre ulteriori gravami allo sviluppo di interi settori industriali, determinerà nuove emissioni dovute all'incremento della movimentazione e del trasporto dei vuoti (che oggi in Italia vengono efficacemente riciclati) e comporterà l'aumento dei prezzi dei prodotti interessati, acuendo la crisi dei consumi.

"Prima di tutto, chi scrive questa norma ignora che una lattina di alluminio non è tecnicamente riutilizzabile." – ha dichiarato in proposito Maffei – "Inoltre, l'articolo 25 comprometterebbe la virtuosità che caratterizza il sistema italiano di recupero e riciclo degli imballaggi, oggi in grado di rispettare e, in alcuni casi, perfino superare gli obiettivi ambientali fissati dalla legislazione europea."

Basti pensare che, per quanto riguarda il settore dell'alluminio, nel 2013, grazie al recupero di 43.900 tonnellate di imballaggi, si è raggiunto il risultato del 65% di riciclo, sono state evitate emissioni serra pari a 370mila tonnellate di CO2 ed è stata risparmiata energia per oltre 160mila tonnellate equivalenti di petrolio.

"[...] è inimmaginabile imporre, nell'arco di sei mesi dall'entrata in vigore del provvedimento, di rivisitare impianti e sistemi distributivi sul territorio, tanto più alla luce della natura sperimentale della norma potrebbe e, sicuramente, verrebbe cancellata dopo la sperimentazione per i danni che potrebbe ulteriormente provocare." – ha aggiunto Maffei – "Qualcuno pensa che cambiare linee industriali di produzione sia un gioco? Spero proprio di no. Se la sperimentazione si rivelasse un insuccesso chi compenserebbe gli investimenti fatti in linee di packaging diverse, linee di riempimento, impiantistica, sistemi di distribuzione? Milioni e milioni di euro spesi inutilmente. E oggi, cambiare i recenti investimenti milionari fatti da aziende leader nel settore in Italia, che messaggio darebbe? È una follia solo pensarlo. La norma deve essere cancellata."

"Il nostro appello ai senatori della Commissione Ambiente, pertanto, è di valutare pienamente i contenuti della norma e di assumersi la responsabilità di una decisione che a nostro avviso, qualora l'articolo 25 non venisse soppresso, avrebbe inevitabili ricadute negative sul piano occupazionale, sul piano industriale, degli esercizi commerciali e dei prezzi al consumo, nonché impatti negativi sulla filiera italiana del riciclo e del recupero degli imballaggi." – ha concluso Maffei – "Il tutto ricordando, dal punto di vista del nostro specifico settore, che le lattine in alluminio per bevande non sono riutilizzabili: ciò offre un'ulteriore conferma di quanto l'articolo 25, che si applicherebbe a tutti gli imballaggi indistintamente, sia una norma tecnicamente sbagliata."

Contro la norma che introduce in via sperimentale il vuoto a rendere si sono già espressi negativamente, tra gli altri, anche Confindustria, Fipe e Rete Imprese Italia.

Lisa Vagnozzi

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