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plasticaoceaniQuanti rifiuti finiscono ogni anno negli oceani? Una enorme quantità stimata tra le 5 e le 13 tonnellate circa secondo una nuova ricerca condotta dagli scienziati dell'Università della Georgia.

Lo studio ha identificato anche i 20 Paesi costieri che più degli altri contribuiscono a questo scempio. Pubblicata su Science, l'analisi ha calcolato che dal 2010 sono finite negli oceani tra 4,8 e 12,7 milioni di tonnellate di plastica. E la responsabilità ricade soprattutto sulle persone che vivono nel raggio di 50 chilometri dalla costa. Quell'anno, i 275 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica furono generate da 192 paesi costieri.

Jambeck, professore di ingegneria ambientale dell'UGA College of Engineering e autore principale dello studio, spiega che la quantità di plastica in movimento dalla terra al mare ogni anno è in media 5 milioni di tonnellate, un po' come trovare cinque sacchetti della spesa pieni di plastica per ogni piede di costa nei 192 paesi esaminati.

In testa alla classifica dei maggiori produttori ci sono Cina, Indonesia e Filippine. Al 20esimo posto invece ci sono gli Usa. Per determinare la quantità di plastica che finisce in mare, Jambeck ha utilizzato un grande modello in grado di tenere conto di tutte le fonti di rifiuti marini.

La dimensione della popolazione e la qualità dei sistemi di gestione dei rifiuti in gran parte determinano il modo in cui paesi contribuiscono a produrre la grande massa di rifiuti marini in plastica. Senza il miglioramento delle infrastrutture di gestione dei rifiuti, la quantità globale di rifiuti di plastica che passerà dalla terra al mare dovrebbe aumentare di un ordine di grandezza entro il 2025” spiegano gli scienziati. Potrebbe diventare 10 volte maggiore.

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L'aumento del reddito nazionale lordo dei paesi esaminati è direttamente proporzionale a quello dei rifiuti di plastica. Nel 2013, i numeri più aggiornati disponibili parlavano di un aumento del 647% della resina di plastica rispetto alle cifre registrati nel 1975.

Con l'aumento di massa della produzione di plastica, l'idea che i rifiuti possano essere contenuti in una discarica di alcuni ettari o trattati non è più praticabile, secondo gli scienziati.

È incredibile quanto siamo avanti nell'ingegneria ambientale, con sistemi di riciclaggio e di gestione dei rifiuti per proteggere la salute umana e l'ambiente, in un breve lasso di tempo”, ha detto Jambeck. “Tuttavia, queste protezioni non sono purtroppo disponibili allo stesso modo in tutto il mondo”.

Eppure le aziende potrebbero contribuire in maniera rilevante a ridurre la plastica, ad esempio ottimizzandone l'uso e riducendo gli impatti a fine vita. Senza contare che ciò permetterebbe di risparmiare ogni anno 13 miliardi di euro: a tanto ammonta il danno economico inflitto all'ambiente.

Francesca Mancuso

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