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La reputazione della Germania come leader mondiale della riduzione dei rifiuti è seriamente in crisi secondo le associazioni ambientaliste. Il Ministero dell’Ambiente tedesco sta cercando di ostacolare la buona pratica del riutilizzo degli imballaggi e del vuoto a rendere, in particolare delle bottiglie, a favore dell’impiego di materiali riciclabili e non riutilizzabili.

Il ministro dell’Ambiente Barbara Hendricks infatti sta pensando a nuove regole per l'imballaggio alimentare che danno alle aziende ampia libertà per quanto riguarda il riciclo delle bottiglie, secondo una delle principali organizzazioni di protezione ambientale del Paese, la Deutsche Umwelthilfe (DUH).

In realtà il ministro vorrebbe incoraggiare un aumento della quota dei rifiuti provenienti dagli ambienti domestici che possano essere riciclati. A suo parere i produttori dovranno iniziare a prendere in considerazione il riciclaggio nella progettazione degli imballaggi.

Fino a questo momento la Germania aveva favorito la politica del riutilizzo degli imballaggi e del vuoto a rendere mentre ora pare che stia incoraggiando le aziende a produrre imballaggi riciclabili anziché riutilizzabili. Questo a parere delle organizzazioni ambientaliste non potrà che portare ad un incremento dei rifiuti in circolazione anziché a una loro riduzione.

Secondo Philipp Sommer, portavoce della DUH, si tratterebbe davvero di un passo indietro per la tutela dell’ambiente in Germania. A suo parere ci si concentra sul riciclaggio mentre la cosa più importante sarebbe evitare di produrre nuovi rifiuti.

La produzione degli imballaggi richiede un elevato impiego di risorse, in particolare di acqua e di energia. In Germania gli incentivi per le bottiglie riutilizzabili esistono da 25 anni e a parere di Sommer dovrebbe essere mantenuti e andrebbero associati a delle sanzioni nel caso in cui le regole non vengano rispettate. Inoltre la DUH suggerisce una tassa di 20 centesimi per ogni bottiglia non riutilizzabile per motivare i consumatori ad acquistare imballaggi riutilizzabili e per portare dunque il Paese a produrre meno rifiuti.

Il vuoto a rendere anni fa era attivo anche in Italia con una cauzione che diventava un incentivo a riutilizzare quel determinato contenitore o imballaggio. Il sovrapprezzo pagato dal cittadino all’esercente riguardava il solo contenitore. Al momento di un nuovo acquisto del prodotto il cliente poteva scegliere di riutilizzare il contenitore pagando solo ed esclusivamente per il suo contenuto. In caso contrario avrebbe dovuto restituire il contenitore vuoto per ricevere indietro la cauzione. Una pratica che in passato ha permesso alle famiglie di risparmiare e al nostro Paese di limitare i rifiuti.

Al momento in Germania funzionano ancora i depositi per le bottiglie riutilizzabili che diventano i contenitori per la vendita dell’acqua e della birra. Secondo il Ministero però i depositi per le bottiglie non sono più sufficienti e, ad esempio, non esistono depositi per le bottiglie del succo di frutta. Dunque è necessario trovare una soluzione per fare in modo che i rifiuti non riutilizzabili possano diventare almeno riciclabili.

La Germania ha svolto un ruolo pionieristico nel riutilizzo degli imballaggi e ora sembra davvero assurdo che possa fare un passo indietro e cancellare 25 anni di politiche ambientali che hanno fatto scuola.

Pare che la nuova proposta possa favorire soltanto le aziende produttrici di imballaggi e il business delle società che si occupano del riciclo dei rifiuti, mentre ad essere danneggiato sarebbe l’ambiente, con un aumento del quantitativo di imballaggi in circolazione. La questione è molto delicata e ci attendiamo che le discussioni in merito durino ancora a lungo.

Marta Albè

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