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cartonediscaricaIl Teatro San Carlo di Napoli ha ospitato la prima edizione degli “Stati Generali del Sud per la raccolta differenziata di carta e cartone organizzata da Regione Campania e Comieco per fare il punto sullo stato della raccolta differenziata di carta e cartone nel Mezzogiorno.

Durante la due giorni di convegni è stata approfondita l’analisi dei casi di successo dei Comuni del Sud che hanno saputo e voluto scommettere sulla raccolta differenziata e sono state presentate azioni concrete per risolvere la situazione in un’area caratterizzata da pesanti ritardi e inefficienze nella gestione dei rifiuti urbani.

Un dato per mostrare la situazione: sul fronte della raccolta differenziata di carta e cartone nel 2015, rispetto alla media nazionale di raccolta di 51,5 kg/abitante, il Sud registra un procapite di soli 31,5 kg.

“Il ritardo non è dovuto a problemi di una singola filiera (essendo riscontrabile in tutti i comparti: dalla frazione organica passando per carta e cartone fino a vetro e plastica) ma piuttosto a difficoltà nell’organizzazione e nella gestione della raccolta differenziata in quanto tale. Il rallentamento in queste cinque regioni e 22 province del Sud è talmente rilevante e il trend degli ultimi 10 anni così lento che senza un cambio di passo sarebbe estremamente arduo per l’Italia rispettare gli obiettivi del nuovo pacchetto di direttive Europee sui rifiuti e la circular economy e cioè il raggiungimento, entro il 2025, di un tasso di riciclo dei rifiuti urbani pari al 60% e dell’80% per alcuni rifiuti da imballaggio", ha commentato Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

La raccolta di carta e cartone può rappresentare un fattore di traino per lo sviluppo al Sud: attorno ad essa si sta consolidando quel patto civico tra gli enti locali e i settori industriali di impiego. Gli uni chiamati ad attuare efficaci politiche territoriali sotto il profilo dei servizi di raccolta, gli altri, operanti attraverso le rispettive filiere del recupero e del riciclo, tenuti a garantire il ritiro di quanto raccolto e l’impiego delle materie seconde nei propri cicli produttivi.

Dalla prima edizione degli Stati Generali del Sud è scaturito un decalogo di proposte:

1. Attribuire rilevanza nazionale al ritardo delle Regioni del Sud attraverso una struttura nazionale dedicata al recupero di tali ritardi nella gestione dei rifiuti;

2. Effettuare un monitoraggio dei piani di gestione dei rifiuti urbani nelle Regioni del Sud ed elaborare indicazioni e indirizzi unitari ed efficaci attivando sistemi di rilevazione mensile dei dati di gestione dei rifiuti per ciascun comune;

3. Migliorare l’utilizzo dell’impiantistica esistente per il trattamento delle frazioni dei rifiuti urbani raccolte separatamente e per la sua integrazione con potenziamenti e nuovi impianti;

4. Puntare su raccolte differenziate di qualità;

5. Attuare una campagna informativa e formativa straordinaria per il Sud coordinata e con fondi sia del Governo che delle Regioni;

6. Prevedere un pacchetto di progetti pilota per incrementare le raccolte differenziate al Sud;

7. Prevedere nelle gare per l’assegnazione della gestione dei rifiuti criteri di aggiudicazione stringenti e obbligatori per realizzare livelli avanzati di RD;

8. Promuovere con le Università del Mezzogiorno progetti di ricerca per lo sviluppo della circular economy al Sud e incubatori di start up in materia;

9. Proporre al Presidente della Repubblica di istituire o patrocinare un premio annuale in ogni Regione del Mezzogiorno per il primo Comune campione nel riciclo dei rifiuti;

10. Prevedere commissari ad acta che a livello regionale predispongano programmi operativi da imporre ai soggetti gestori delle raccolte capaci di assicurare il ritiro e l’avvio al riciclo dei rifiuti raccolti separatamente.

Anna Tita Gallo

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