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maurit 250x166"Più del 70% di bovini e ovini che muoiono nella capitale, Nouakchott, vengono uccisi dai sacchetti di plastica abbandonati".

Si tratta ovviamente di n dato simbolico, sottolineato in alcune interviste da Mohamed Yahya, funzionario del ministero dell'Ambiente della Mauritania.

In caso di violazioni allo stop, che è scattato proprio dal 2013, i produttori di buste di plastica rischiano peraltro fino ad un anno di carcere. D'altra parte stiamo parlando di quello che rappresenta un quarto delle 56 mila tonnellate di rifiuti prodotte ogni anno nella capitale, un vero guaio per le specie animali locali.

Naturalmente, la Mauritania's Organization of Consumer Protection, che si batteva per la causa, ha accolto con favore lo stop, dettato dalla "particolare importanza" attribuita all'impatto dei sacchetti sull'ambiente e sulla fauna.

Il problema, come ha precisato anche il ministro dell'Ambiente Amedi Camara è che praticamente nessun sacchetto viene raccolto e quindi vengono tutti semplicemente dispersi nell'ambiente (quindi anche in mare), una situazione che facilita l'ingestione da parte degli animali, il che conduce senza scampo alla morte.

L'Africa si sta muovendo da tempo su questa strada, così come l'Europa e l'Italia: sono già parecchi gli Stati, come ad esempio il Rwanda, che hanno adottato la stessa misura restrittiva.

Allo stesso tempo, I governi e le associazioni non governative, così come l'Onu stanno promuovendo l'utilizzo di sacchetti biodegradabili, mentre scattano sanzioni pesanti, come abbiamo già precisato, sia per chi produce buste di plastica sia per chi le dovesse importare. Sanzioni pecuniarie o addirittura fino ad un anno di carcere nel caso della Mauritania, nessuno sconto.

Anna Tita Gallo

GreenBiz.it

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