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bando sacchetti plastica potocnikI sacchetti di plastica usa e getta, non compostabili e non riutilizzabili, costituiscono uno dei rifiuti più problematici per l'Europa. L'Italia ne ha gia predisposto la messa al bando.

La loro produzione e commercializzazione è vietata nel nostro Paese, ma prosegue in Europa. L'Unione Europea potrebbe prendere in considerazione la proposta di un regolamento comunitario ispirato alla legge italiana.

È la speranza di Legambiente, del Consorzio Italiano Compostatori, di Assobioplastiche e Chimica Verde, che hanno deciso di indirizzare una lettera al Commissario Ambiente UE Janez Potocnik, proprio su questo tema. La risposta ricevuta dalle associazioni lascerebbe ben sperare relativamente alla messa al bando dei sacchetti di plastica.

A parere di Legambiente, si tratta del segnale che l'Europa stia valutando una strategia comune contro l'uso dei sacchetti inquinanti. All'interno del documento "Green Paper - Libro Verde. Una strategia europea per i rifiuti di plastica nell'ambiente", pubblicato pochi mesi fa a Bruxelles, la Commissione Europea ha delineato alcune linee guida sul trattamento dei rifiuti, che vanno a toccare anche l'argomento sacchetti di plastica.

Si legge, a proposito dei prodotti di plastica monouso e con ciclo di vita breve, che "sotto il profilo della prevenzione e dell'efficienza nell'uso delle risorse, è opportuno adottare misure intese ad evitare la diffusione di prodotti dal ciclo di vita breve e monouso (ad esempio sacchetti di plastica), nella misura in cui sono basate sulla valutazione del ciclo di vita e sull'analisi dell'impronta ecologica del prodotto".

All'interno del documento, la Commissione Europea si esprime inoltre a favore della commercializzazione di prodotti in plastica ad alta durabilità, a discapito del monouso. Alle intenzioni già espresse in precedenza si uniscono ora le parole incoraggianti di Potocnik, in risposta alle associazioni ambientaliste e di settore: "La Commissione europea sta considerando un'iniziativa comunitaria per ridurre il consumo di buste di plastica su cui spero saremo in grado di prendere una decisione nel prossimo futuro".

La risposta del Commissario giunge in concomitanza con l'imminente entrata in vigore del DM 18.03.13 sulle sanzioni rivolte a chi non rispetta il bando sui sacchetti non biodegradabili e compostabili attivo in Italia. Il nostro Paese ha già investito sulla realizzazione di impianti di trasformazione dei materiali plastici. Secondo le associazioni, si tratta di un settore legato sia all'innovazione tecnologica che alla sostenibilità. Dovrebbe dunque essere maggiormente supportato, soprattutto di fronte alla concorrenza dei prodotti trasformati in Estremo Oriente.

"L'Italia – spiegano le associazioni - si sta impegnando da qualche anno a mettere fine all'impatto ambientale provocato dall'uso dei sacchetti della spesa monouso in plastica tradizionale, e a promuovere un uso sostenibile di sacchetti in plastica compostabile, con risultati concreti e assai significativi, in termini di prevenzione dei rifiuti, miglioramento della qualità delle raccolte differenziate della frazione organica dei rifiuti, e riduzione del 'marine litter' che interessa pesantemente anche i mari italiani, come il resto del Mediterraneo".

L'esperienza italiana si trasformerà in un modello ripetibile in tutta Europa? Le associazioni si augurano che la legge italiana che vieta la produzione e la commercializzazione dei sacchetti usa e getta non riutilizzabili in plastica tradizionale possa essere imitata per la realizzazione di una nuova normativa europea. Le parole di Potocnik lasciano sperare che ciò possa avvenire a breve.

Marta Albè

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