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rifiuti plastica montello spaCome avviene il riciclo della plastica? Il processo di riciclo della plastica permette di trasformare un rifiuto di imballaggio in una nuova materia prima, o meglio, in una materia prima-seconda che potrà essere riutilizzata per dare vita a nuovi oggetti. Lo spiega il Conai, il Consorzio Nazionale Imballaggi, che si occupa, tra le altre cose, del recupero e del riciclo della plastica.

Lo ha fatto aprendo le porte dello stablimento Montello Spa, una realtà italiana d'eccellenza, che si occupa del recupero, della selezione e del riciclo degli imballaggi in plastica post-consumo. Ogni anno si occupa di trattare 120 mila tonnellate di rifiuti in plastica da imballaggi provenienti dal sistema Conai attraverso un ciclo virtuoso, che inoltre offre lavoro a 400 addetti alla produzione.

I rifiuti possono essere gestiti in maniera ecologica, sostenibile e produttiva, al fine di creare un indotto economico nazionale e di garantire possibilità occupazionali. Il processo di riciclo della plastica deve risultare il più possibile virtuoso. Quando i rifiuti di plastica post-consumo vengono valorizzati al 100%, siamo di fronte ad un processo che porta ad una elevata percentuale di riutilizzo del materiale riciclato e alla trasformazione degli scarti non riciclabili restanti.

montello spa

In un ciclo virtuoso, il 75% dei rifiuti di plastica da imballaggi viene riciclato e trasformato dapprima in materia prima-seconda ed in seguito in un nuovo manufatto. Il rimanente 25% risulta costituito dagli scarti eterogenei degli imballaggi, che non sono più riciclabili. Vengono dunque trasformati in CSS. Si tratta di combustibile solido secondario, che viene impiegato nei cementifici in sostituzione del carbone. Il processo di riciclo della plastica è suddiviso in 4 fasi:

1) Il consorzio si occupa della raccolta della plastica presso i Comuni convenzionati. I rifiuti vengono trasportati dapprima verso i centri di raccolta regionali e in seguito agli stablimenti per il riciclo. Viene valutata la qualità del materiale da consegnare per la trasformazione.

2) Gli imballaggi - ad esempio bottiglie di plastica, shopper e flaconi del detersivo - vengono inseriti in un impianto di suddivisione e selezionamento. I rifiuti vengono preparati per il successivo processo di riciclo, previa suddivisione per tipo di polimero e per colore.

3) Le bottiglie di plastica vengono lavate in acqua calda per eliminare etichette e eventuali residui di sporcizia. I flaconi di detersivo vengono sottoposti a processi meccanici di eliminazione dei materiali indesiderati. Il materiale consegnato, selezionato e preparato viene inviato al riciclo.

4) Grazie al riciclo si ottiene il materiale finale, o materia prima-seconda. Si tratta di scaglie, granuli e geo-membrana bugnata. Dalle bottiglie di plastica si ottengono scaglie in PET adatte per la produzione di lastre, contenitori, prodotti per l'edilizia, per le auto o per il settore tessile, ma anche per ottenere nuove bottiglie d'acqua. Dai flaconi di detersivo si ricavano granuli destinati alla produzione di tubi e geo-membrana bugnata. Dagli shopper e dagli imballaggi filmati hanno origine scaglie e granuli utilizzati per produrre vasi per fiori, manufatti per l'arredo urbano, nuovi sacchetti e materiali per l'edilizia, come canaline, distanziatori e guaine bituminose.

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A seconda del materiale di partenza, il processo di riciclo può richiedere lavorazioni che comprendono lavaggio, centrifugazione e triturazione. Il lavaggio viene eseguito per rimuovere tracce di sporco, residui alimentari e eventuali sostanze tossiche, in modo da ottenere una materia prima-seconda e dei manufatti completamente sicuri e privi di residui indesiderati e di pesticidi. I manufatti rientrano sul mercato sotto forma di oggetti completamente nuovi o di imballaggi simili ai prodotti di partenza, con particolare riferimento agli shopper, alle bottiglie di plastica e ai flaconi per i detersivi. Il ciclo si chiude e risulta virtuoso se ha permesso il massimo recupero dei rifiuti ricevuti all'origine.

Marta Albè

GreenBiz.it

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