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shopper sacchetti usaegettaL’Unione Europea dovrà ridurre dell’80% l’impiego di sacchetti di plastica usa e getta entro il 2019, con una tappa intermedia del 50% prevista per il 2017. La Commissione Ambiente del Parlamento Europeo ha votato la proposta che limita l’utilizzo di sacchetti di plastica per asporto merci con 46 voti a favore, 8 contrari e 8 astenuti.

L’approvazione del testo presentato dalla Commissione il 4 novembre 2013 è avvenuta ieri, lunedì 10 marzo. L’Italia si è mostrata all’avanguardia per quanto riguarda il divieto delle buste di plastica e l’Europa ora conferma l’adeguatezza della normativa vigente nel nostro Paese. Ora gli Stati UE dovranno adeguarsi ai nuovi target di riduzione. Potranno attuare strategie differenti in proposito, dalla messa la bando all’introduzione di un sistema di tassazione.

I Paesi che sceglieranno di introdurre una tassa sugli shopper dovranno tenere conto che i sacchetti riutilizzabili non potranno costare meno dei sacchetti usa-e-getta. La differenza di prezzo segnalerà il contributo dei sacchi biodegradabili e compostabili nel migliorare qualità e quantità dei rifiuti organici raccolti. I sacchi di frutta e verdura sotto i 10 mm dovranno essere biodegradabili e compostabili entro 5 anni dall’applicazione della direttiva.

L’Europa approva l’operato dell’Italia, che dal 2010 al 2013 ha dimezzato il consumo di shopper usa-e-getta, passando da 180 mila a circa 90 mila tonnellate. Il nostro Paese ha migliorato qualità e quantità del rifiuto organico ed ha creato un modello funzionante di raccolta differenziata.

“Questo caso italiano di bioeconomia trae la sua origine dalla evoluzione della ricerca e innovazione del settore delle bioplastiche biodegradabili da un lato e dallo sviluppo virtuoso della filiera del compost di qualità - da rifiuto municipale raccolto in modo differenziato - dall’altro. Le connessioni tra questi due sviluppi, verificatesi negli anni, hanno messo in moto una serie di comportamenti virtuosi e di iniziative di collaborazione tra svariati interlocutori (imprese, istituzioni, enti di ricerca, associazioni di settore, società di consulenza ed enti regionali ) generando un tessuto connettivo ideale per promuovere un cambiamento di modello di sviluppo con al centro l’uso efficiente delle risorse“, ha dichiarato Catia Bastioli, Amministratore Delegato di Novamont.

"L’approvazione della normativa europea sugli shopper è una vittoria italiana - ad affermarlo è il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti - “Il nostro Paese infatti, non senza ostacoli e riserve a suo tempo dalla stessa Unione, ha anticipato nel 2011 quella che oggi è diventata norma per tutta l’Unione. Il fatto che l’Italia sia stata battistrada di un percorso virtuoso oggi intrapreso dall’Europa conferma la validità di una impostazione che in questo, come in altri campi, pone il nostro paese all’avanguardia. Il futuro degli shopper passa infatti per la chimica verde a matrice organica. E le scelte effettuate dal nostro paese vanno nella direzione di incentivare anche questa frontiera della green economy.

In conclusione, dal testo appena approvato emerge che le misure adottate dallo Stato italiano sono ammesse anche dalla nuova direttiva. Inoltre, si ha una netta distinzione tra le plastiche tradizionali e le plastiche biodegradabili e compostabili, la cui utilità viene riconosciuta soprattutto nella raccolta differenziata della frazione organica. Ora si attende la votazione del Parlamento Europeo, che avrà luogo durante la sessione plenaria di Strasburgo del 14-17 aprile.

Marta Albè

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