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ewaste raeeLa quantità globale di rifiuti elettronici ha raggiunto i 41,8 milioni di tonnellate nel 2014 secondo il nuovo rapporto della United Nations University. Si tratta di un record negativo che coinvolge apparecchiature elettriche e elettroniche.

Il rapporto Global E-Waste Monitor 2014 fornisce con un livello di dettagli senza precedenti la dimensione del problema dei rifiuti elettronici nel mondo. Mostra inoltre i progressi in corso nella creazione di sistemi specializzati per la raccolta e il trattamento dei rifiuti elettronici, con prospettive per il futuro.

La maggior parte dei rifiuti elettronici del 2014, cioè quasi il 60%, riguarda elettrodomestici per la cucina, la lavanderia, il bagno e dispositivi elettronici con particolare riferimento a cellulari, personal computer e stampanti.

Nel dettaglio i rifiuti elettronici del 2014 comprendono 12,8 milioni di tonnellate di piccole apparecchiature tra cui aspirapolveri, forni a microonde, tostapane, rasoi elettrici e videocamere; 11,8 milioni di tonnellate di attrezzature di grandi dimensioni tra cui asciugatrici, lavatrici, lavastoviglie, stufe elettriche e pannelli fotovoltaici; 7 milioni di tonnellate di apparecchiature per il raffreddamento e il congelamento, 6,3 milioni di tonnellate di schermi, 3 milioni di tonnellate di piccole apparecchiature e 1 milione di tonnellate di lampadine.

Nel complesso queste apparecchiature equivalgono ad un valore di circa 50 miliardi di euro in risorse potenzialmente riutilizzabili, ma ben poco è stato raccolto per il recupero o addirittura trattato e smaltito in modo corretto dal punto di vista ecologico. Meno di un sesto delle apparecchiature è stato pensato per essere correttamente riciclato o reso disponibile per il riutilizzo.

I rifiuti elettrici ed elettronici costituiscono un potenziale serbatoio di materiali riciclabili che comprende però anche una parte di sostanze tossiche e potenzialmente pericolose che dovrebbero essere gestite con cura, anche se secondo gli esperti ciò avverrebbe di rado.

Il rapporto UNU stima che i rifiuti elettrici ed elettronici scartati nel 2014 contenevano 16500 chilotoni di ferro, 1900 chlotoni di rame e 300 tonnellate d'oro, nonché notevoli quantità di argento, alluminio, palladio e altre risorse potenzialmente riutilizzabili. Accanto a metalli preziosi e riutilizzabili, ecco le sostanze pericolose per la salute: cadmio, mercurio, cromo e clorofluorocarburi che distruggono l'ozono. Infine, secondo il rapporto, Stati Uniti e Cina, da soli, hanno prodotto quasi un terzo dei rifiuti elettronici mondiali.

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Scarica qui il rapporto Global E-Waste Monitor 2014.

Marta Albè

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