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raee bisA distanza di qualche mese dal lancio del programma federale "Sustainable Materials Management Electronics Challenge" della US-EPA, l'Agenzia di Protezione dell'ambiente statunitense, una sfida per il riciclaggio di componenti elettronici sul territorio americano, alcuni dei più grandi produttori e rivenditori di elettronica del Paese hanno aderito con entusiasmo.

Ma dall'accordo risultano ancora essere assenti due grandi nomi del settore, come fa notare Wasterecyclingnews: la Apple, nota azienda di dispositivi ormai popolari come l'iPhone e l'iPad, e la Hewlett-Packard, il più grande produttore al mondo di computer e periferiche.

Entrambe le società non rispondono sul perché della loro mancata partecipazione, né sulle intenzioni future di prendere parte a questa "sfida", che richiede alle imprese di utilizzare solo i riciclatori di elettronica certificati dagli standard accreditati, ovvero le pratiche di riciclaggio responsabili (R2) e l'e-Stewards ® standard. Ma anche di condividere i dati con l'EPA e il pubblico.

"Posso solo confermare che non partecipiamo al programma", ha detto il portavoce HP Michael Thacker HP, confermando di non sapere se prevedono di partecipare in futuro o perché non lo hanno fatto. Dalla Apple, invece, nessuna risposta alle telefonate dei giornalisti e nessun commento. Intanto Best Buy Co. Inc., LG Electronics, Panasonic Corp., Samsung Electronics, Sharp Electronics Corp., Sprint Nextel Corp., Staples Inc., Dell Inc., Sony Corp. of America e Nokia hanno tutte aderito.

Eppure, nonostante il mancato arruolamento, sia Apple che HP hanno ampi programmi di riciclaggio. HP, ad esempio, ha una partnership con Staples, che raccoglie i Raee dei consumatori e li inoltra a un impianto di riciclaggio certificato R2.

Chris Librie, a capo delle iniziative ambientali di HP, ha detto che l'azienda lavora esclusivamente con riciclatori certificati R2. "Abbiamo molti partner, ma non troppi. Si tratta di un gruppo selezionato perché hanno bisogno di soddisfare gli elevati standard HP. Vogliamo garantire che i materiali vengano esaminati in modo responsabile e che siano riutilizzabili in fase di recupero", ha detto Librie. L'obiettivo è quello di rendere facile il riciclaggio dei componenti elettronici per i consumatori.

Quanto alla Apple, secondo quanto si apprende dalla sua pagina web che riguarda il riciclaggio, l'azienda soddisfa i requisiti della convenzione di Basilea e tutta l'elettronica avviata al riciclo viene elaborata nella regione in cui è stata raccolta. La Apple vieta che i rifiuti pericolosi vengano smaltiti in discariche di rifiuti solidi o negli inceneritori, mentre il vetro per tubi a raggi catodici (vetro CRT) deve essere trattato solo negli impianti di fusione autorizzati in Nord America, secondo le sue linee guida.

Ma allora perché non aderire? Forse per paura della trasparenza e del confronto diretto con i consumatori della sfida dell'Epa?

Roberta Ragni

GreenBiz.it

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