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selex contratto 450Con una lettera inviata al ministro dell’Ambiente, la Selex dichiara la volontà di non gestire il Sistri oltre la scadenza contrattuale definita, vale a dire il 30 novembre. Il motivo sarebbero possibili danni, anche d’immagine. Dure reazioni dal mondo sindacale.

LA LETTERA – La Selex, anche per via degli arresti degli ultimi tempi, a partire dall’ex presidente di Finmeccanica, è nella bufera. Senza contare che da tempo è nel mirino degli operatori che hanno riscontrato pecche varie nell’utilizzo del sistema di tracciabilità dei rifiuti, più volte bloccato, rivisto e semplificato. Nella lettera inviata a Gian Luca Galletti, la società spiega di voler "evitare nuovi, ingenti danni, anche di immagine, in aggiunta a quelli, molto significativi, già subiti nel corso della durata del contratto, le cui previsioni sono state, peraltro, eseguite correttamente e diligentemente".

Il problema, in particolare, sarebbero i vari interventi sul Sistri che non hanno coinvolto la società e che “hanno comportato un enorme squilibrio contrattuale, tanto nella fase precedente la sospensione del programma (per effetto, ad esempio, degli oneri aggiuntivi sostenuti a fronte di modifiche normative, richieste del Ministero, mancati pagamenti di fatture emesse e numerose proroghe all'entrata in vigore del sistema con la conseguente riduzione degli utenti e dei relativi contributi), quanto in quella di riavvio, così da minarne irrimediabilmente il profilo economico-finanziario e la sostenibilità della sua prosecuzione". E, dicono dalla società, il default è stato evitato solo grazie all'ingente e continuo apporto di fondi da parte della controllante.

FINO AL 30 NOVEMBRE – Ebbene, la Selex uscirà di scena, ma fino al 30 novembre sarà disponibile a gestire il Sistri “a fronte di un'offerta limitata di servizi, tale da minimizzare i costi ed i danni a proprio carico e di consentire comunque al Dicastero - committente di Selex Service Management in base al contratto di affidamento del Sistri - di effettuare tempestive ed adeguate comunicazioni agli utenti sulle modalità operative nelle fasi successive alla cessazione del servizio".

LE REAZIONI – Il governo aveva deciso di prorogare la scadenza del contratto fino a fine 2015, per poi dare in gestione il sistema dopo una gara Ue. Così lo scenario cambia. Durissime le reazioni, riportiamo le parole di Giovanni Contento, segretario nazionale della Uilm:

È evidente che hanno prevalso le lobby attuando una pura logica di potere che avrà dure conseguenze sulla situazione ambientale del territorio già duramente compromessa dalla gestione del ciclo dei rifiuti. Quando al controllo satellitare del trasporto degli stessi si ritorna alla ricevuta di carte, può succedere di tutto e di più. Ma le suddette lobby non fermeranno la loro corsa, indegna per un paese europeo: già staranno chiedendo al ministro dell'Ambiente di sospendere la piena operatività del sistema previsto per gennaio 2015 e di ripristinare il sistema cartaceo. Una cosa indecente”.

E Contento aggiunge dati sull’occupazione: al sistema lavorano 200 persone, di cui 108 lavoratori diretti. La richiesta ora è quella di un incontro tra sindacati e vertici di Finmeccanica e di Selex Es.

Anna Tita Gallo

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