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bonificamiantoIncentivi ai soggetti titolari di reddito d'imposta per eliminare l'amianto dai propri beni e dalle proprio strutture situate nel territorio nazionale. È questo il contenuto dell'emendamento al collegato Ambientale presentata nei giorni scorsi dal Governo al Senato.

I privati potranno dunque avere un credito d'imposta del 50% delle spese sostenute per le bonifiche di capannoni e altre aree ma con una spesa non al di sotto dei 20.000 euro.

Depositato in commissione Ambiente dal ministro Gian Luca Galletti, l'emendamento riguarda due misure legate all'amianto. La prima, già citata, è il credito d'imposta del 50% delle spese sostenute destinato ai soggetti titolari di reddito d'impresa che nel periodo compreso tra il 2016 e il 2018 effettueranno bonifiche d'amianto. In questo caso, secondo quanto si legge nel testo dell'emendamento, il tetto complessivo di spesa sarà pari a 5,667 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019.

La seconda riguarda invece gli edifici pubblici, con la creazione del Fondo per la progettazione degli interventi di bonifica di beni contaminati da amianto pari a 5,536 milioni di euro per il 2015 e di 6,018 milioni per ciascuno degli anni 2016 e 2017, destinato a finanziare gli interventi sugli edifici di proprietà dello stato.

Le norme andranno confermate con un decreto del ministero dell'Economia, entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge: “Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, da emanare entro 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sono adottate, conformemente al Regolamento (UE) n. 651/2014, le disposizioni per l'attuazione del presente articolo, al fine di individuare tra l'altro modalità e termini per la concessione del credito d'imposta a seguito di istanza delle imprese da presentare al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, le disposizioni idonee ad assicurare il rispetto del limite di spesa complessivo di cui al comma 1, nonché i casi di revoca e decadenza dal beneficio, ed il relativo recupero di quanto indebitamente percepito” prevede l'emendamento.

Sarà poi il Ministero dell'ambiente a determinare l'ammontare dell'agevolazione che spetterà a ciascun beneficiario e a trasmettere all'Agenzia delle Entrate, in via telematica, l'elenco dei soggetti beneficiari e l'importo del credito spettante.

Nel primo caso, il credito sarà diviso in tre quote annuali di pari importo. La prima sarà utilizzabile dal 1° gennaio del periodo di imposta successivo a quello in cui sono stati effettuati gli interventi di bonifica. Il modello F24 andrà presentato solo per via telematica.

Proseguiamo con determinazione il nostro impegno su un'urgenza nazionale che riguarda tante comunità: i siti inquinati da amianto già censiti sono oltre trentamila e mancano o sono parziali i dati di alcune regioni. Si tratta di un disastro ambientale diffuso che con gli strumenti nuovi che il governo mette in campo può cominciare ad essere affrontato non solo nei grandi siti, ma anche nelle migliaia di micro realtà sparse per il territorio che rappresentano un pericolo per i cittadini” il Ministro dell'ambiente Gian Luca Galletti.

Altri “dettagli” verranno decisi solo in un secondo momento. Nessuna certezza su dove andrà a finire l'amianto rimosso, se nelle discariche italiane dedicate o all'estero. I timori riguardano soprattutto le ecomafie, che potrebbero vedere in questo intervento un nuovo affare su cui mettere le mani.

Francesca Mancuso

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