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Nucleare no scorieAveva detto no alle centrali nucleari e ribadisce il no anche per le scorie. Così la Sardegna attacca il Ministro dell’Ambiente a Cagliari, sostenendo con forza l’opposizione alla possibilità di individuare sul territorio regionale dei siti come depositi.

Il Comitato ‘No Nucle e No Scori È ha manifestato apertamente il dissenso a Gian Luca Galletti, nel capoluogo sardo per partecipare ad un convegno ‘Tutela dell’ambiente e sviluppo sostenibil È.

I manifestanti hanno accolto il ministro oggi 7 aprile con un sit-in organizzato a partire dalle 9 davanti alla sede del convegno, per ribadire la contrarietà della Sardegna all’ipotesi di ospitare le scorie. “Appuntamento alle ore 9 a Cagliari, Via Salvatore da Horta, 2 - Vi aspettiamo” si leggeva sulla pagina Facebook del Comitato. L’invito è stato poi accolto da numerosi partecipanti in attesa di Galletti davanti alla sede del convegno, che con il suo arrivo ha avuto il picco di risonanza mediatica e partecipazione.

Il procedimento per l’individuazione dei siti, comunque, si annuncia piuttosto lungo e complesso. Come era noto e come ha ribadito il ministro, attualmente la Sogin ha scelto i luoghi sul territorio italiano che potenzialmente avrebbero le caratteristiche morfologiche adatte, ma il Ministero dell’Ambiente, in collaborazione con quello dello Sviluppo Economico, dovrà valutare se sono state utilizzate correttamente le linee guida emanate dall’Ispra.

Successivamente, inoltre, inizierà una fase di confronto pubblico che durerà quattro mesi, durante la quale saranno interpellate tutte le popolazioni interessate. Solo dopo sarà convocata una conferenza nazionale nella quale, se alcuni comuni si dimostreranno interessati, si sceglierà il sito nazionale definitivo. In caso contrario sarà necessaria la nomina di un comitato interministeriale che prenderà la decisione, ma l’iter è ancora molto lungo e articolato.

Niente dunque è deciso. Ma quali le argomentazioni delle controparti? Secondo il Ministero il sito prescelto dovrà avere caratteristiche tali da essere giudicato sicuro, anche in considerazione delle procedure che secondo i vertici della politica stanno seguendo le più moderne linee guida sulla sicurezza. Inoltre, stando alle parole di Galletti, il deposito offrirà le condizioni per generare nuovi posti di lavoro.

In totale disaccordo gli abitanti locali, che hanno manifestato il loro fermo dissenso richiamando l’attenzione non solo al referendum nazionale sul no al nucleare, ma anche a quello della Regione Sardegna a Statuto Speciale, che, a maggio 2011, si era schierata compatta con il 97,14 per cento dei sardi contrari non solo alle centrali (in accordo con i dati nazionali) ma anche alle scorie.

Non ci si poteva dunque attendere in effetti una reazione diversa. Il Ministro comunque prende tempo, e promette di tenere conto dell’opinione degli abitanti. Ma per ora non sembra voler prendere decisioni contrarie.

Roberta De Carolis

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