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nucleare centraleDove finiranno le scorie e i materiali radioattivi derivanti dallo smantellamento delle vecchie centrali italiane?

La Sogin ha realizzato una mappa delle aree idonee, la Cnapi (Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee), che segnala appunto zone che “rispondono a tutti i criteri previsti dalla legge e dalle norme internazionali", per dirla con le parole del direttore del futuro deposito, Fabio Chiaravalli.

Ma per conoscere i dettagli dovremo attendere ancora qualche settimana, poi si aprirà una consultazione pubblica.

IL PROGETTO – Al momento le scorie sono presenti nei vari siti ex-nucleari, negli ultimi 5 anni si è svolta l'istruttoria – con un’accelerazione negli ultimi mesi – e, dopo una serie di chiarimenti chiesti da Ispra e ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico, è stata delineata una mappa.

O meglio, in migliaia di pagine si spiega perché alcuni siti sono idonei ed altri no. Un lavoro intenso, ma d’altra parte parliamo di 90 mila metri cubi di rifiuti radioattivi (75 mila a bassa e media intensità, 15 mila ad alta intensità), che dovranno confluire in un deposito unico nazionale.

TEMPISTICHE – Dal momento della pubblicazione della Cnapi si apriranno 4 mesi di consultazione pubblica, poi sarà la volta di un seminario nazionale, quindi si procederà alla localizzazione, con il deposito operativo nel 2024, dopo 4 anni di cantieri. Costerà 1,5 miliardi, darà lavoro a 1.500 persone, mentre una volta finito se ne occuperanno in 700.

Ci sarà anche un centro di ricerca, il Parco Tecnologico, per i comuni e le province la bolletta elettrica consentirà di erogare le dovute compensazioni, leve che potrebbero in effetti convincere gli scettici che questo progetto – che prevede sicurezza totale per 300 anni, tempo entro cui le scorie si avviano a decadenza – non comporti pericoli per la sicurezza di chi vive nelle zone circostanti.

Intanto, Chiaravalli dichiara di aspettarsi molte candidature, ma gli enti locali sono già sul piede di guerra, come dimostra il caso della Sardegna.

Anna Tita Gallo

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